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di Marco Affronte, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa

A Marrakech è iniziata la Conferenza sul Clima organizzata dalle Nazioni Unite. I rappresentanti di 196 Paesi sono in Marocco per cercare di rendere operativo l'accordo trovato a Parigi l'anno scorso. Seppur con tante ombre, Cop21 è un punto di partenza per salvare il pianeta. Non si può tornare indietro.

I cambiamenti climatici si combattono convertendo l'energia sporca, che inquina e uccide, in energia pulita, verde e rinnovabile. Il Marocco, Paese che ospita la Conferenza dell'Onu, è un modello virtuoso. Gli investimenti massicci del governo su solare ed eolico lo porteranno fra pochi anni verso l'indipendenza energetica. Un percorso esattamente opposto rispetto a quello intrapreso dal governo Renzi che con il Decreto Sblocca Italia ha scommesso sul petrolio. Partecipa alla Cop22 di Marrakech il portavoce Marco Affronte. Ecco il suo racconto:


di Marco Affronte

"Le energie alternative sono il futuro. Non passa giorno che non escano dati che confermano il deterioramento climatico dovuto all'azione indiscriminata dell'uomo. Nel 2009 il Marocco ha cominciato un massiccio programma di investimento statale anche sul fotovoltaico. L'impianto a energia solare di Ouarzazate è uno dei più grandi al mondo: quando sarà completato conterà 1 milione di metri quadri di specchi parabolici, con 500MW di potenza per un investimento di circa 800 milioni di dollari. Già la prima fase, quella completata, fornisce energia a circa 630.000 persone fino a 3 ore dopo il tramonto. Quando verrà ultimato il Marocco raggiungerà l'indipendenza energetica.

L'Italia dovrebbe seguire questo modello e riprendere la strada delle energie alternative, bruscamente interrotta dal Governo Renzi, grande sponsor di trivelle e petrolieri. Naturalmente la via italiana non può essere quella delle enormi superfici dedicate ai pannelli come questa. No, da noi sarebbe essenziale - attraverso incentivi nazionali e leggi regionali - aiutare le installazioni di pannelli fotovoltaici sui tetti e sui terreni già impermeabilizzati per coniugare sviluppo di green energy con il cemento zero e creare una vera e propria rete di produttori senza impianti enormi ma con micro-impianti diffusi".

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