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Continua imperterrita la propaganda renziana. Dopo le balle sul veto al bilancio sciorinata a edicole e telegiornali unificati, arriva il fantomatico dato sul PIL sbandierato come baluardo, dimostrazione che le riforme del Governo funzionano. Il tutto è legato, secondo imbarazzanti ragionamenti poco logici, al voto sul referendum del 4 dicembre. La retorica è semplice: con le riforme il PIL cresce del +0,3%, pensate cosa saremmo in grado di fare con la riforma costituzionale (visto che già ora cresciamo più della Germania).

Andiamo con ordine e vediamo perché questo dato è allarmante, non rassicurante. Esattamente il contrario di quello che ci vogliono far credere. Il +0,3% sul PIL è la variazione sul trimestre; come si evince dalla tabella riportata in fondo al post, il Bel Paese resta il fanalino di coda della crescita europea, peggio fa solo la Lettonia. Tutti i paesi, su previsione annua e quindi incorporando gli altri trimestri e la previsione sull'ultimo trimestre, fanno meglio di noi.

In Europa si gode di un periodo di svalutazione della moneta unica che, unita a quella del petrolio, ha lievemente rallentato il declino dell'Eurozona portando in positivo i dati sul PIL grazie ad un lieve aumento di consumi, esportazioni e turismo. Un'informazione seria e libera dovrebbe evidenziare come, nonostante questi fattori e le riforme, la disoccupazione resti troppo alta e strutturale. Quello che i media evitano di dirci è che l'Italia, ad agosto, è entrata in deflazione per la prima volta da oltre 50 anni, cioè dal settembre del 1959. Dato riconfermato ad ottobre. La deflazione influisce sulla disoccupazione, che sempre a luglio è tornata a salire (di 0,3 punti percentuali) esaurita la droga degli incentivi legati al Jobs Act, che adesso Renzi vorrebbe riproporre al Sud.

Le Germania, grazie alla svalutazione dell'Euro, registra surplus commerciali sempre più spaventosi, che violano i Trattati europei. In ogni caso l'UE in generale crescerà del +1,8% e l'Eurozona del +1,6%; noi, se andrà bene, la metà. Il premier ha dichiarato di volersi battere come un leone fino al 4 dicembre. Caro Presidente del Consiglio, non è ingannando i cittadini che si dimostra il proprio valore e la bontà delle proprie azioni. Anche perché, esaurita questa folle propaganda, del Paese rimarranno solo le rovine.

La tabella sulla variazione trimestrale del PIL:
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