Saga di #PasqualinoRossi (atto II): la lettera all'ambasciatore

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Dopo aver provato a cogliere di sorpresa l'impresentabile Pasqualino Rossi lo scorso 14 ottobre, i portavoce Ignazio Corrao e Piernicola Pedicini hanno deciso di scrivere una lettera indirizzata all'ambasciatore Maurizio Massari. Il fine è quello di avere un incontro per chiedere chiarimenti sulla nomina voluta dal Governo Renzi di un accusato di corruzione (poi prescritto) a super dirigente della rappresentanza permanente dell'Italia presso l'Unione Europea. Pasqualino Rossi dovrebbe infatti occuparsi della nostra sicurezza alimentare, dei farmaci e della salute veterinaria.

IL CONTESTO
A Bruxelles, in Rue du Marteau, c'è la sede della rappresentanza permanente dell'Italia presso l'Unione Europea. Svolge un ruolo strategico: "Promuovere e difendere le posizioni italiane nell'ambito dell'Unione Europea". La maggior parte delle cose che si decidono nel cuore dell'Europa e che impattano sull'Italia passano da questi uffici. Il ministero della Salute ha scelto d'incaricare Pasqualino Rossi, arrestato nel 2008 dal Procuratore di Torino Raffaele Guariniello con l'accusa di corruzione. Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin deve rimuoverlo dall'incarico con effetto immediato. L'Italia non può permettersi dirigenti che si occupano di questioni delicatissime - come ad esempio la tutela della sicurezza alimentare e della sanità animale - con l'ombra della lobby del farmaco (e non solo) alle spalle.

La lettera:

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14 ottobre, il primo atto:

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