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di Dario Tamburrano, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa.

"Sfalci e potature di parchi e giardini sono rifiuti organici e pertanto vanno compostati. La nuova normativa voluta dal Governo Renzi permette di bruciarli come biomassa, privando la filiera del compostaggio in Italia di una materia preziosa. Per la Commissione Europea questo provvedimento va contro le normative europee le quali prevedono che sfalci e potature siano destinati al compostaggio. Questo è il nucleo della risposta datata 21 dicembre a una interrogazione che ho presentato l'11 novembre 2016 e cofirmata da Fabio Massimo Castaldo, Eleonora Evi e David Borrelli.

Il destino da riservare a sfalci e potature sembra solo un dettaglio: in realtà è una questione di notevole importanza. Nel 2015 l'Italia ha prodotto circa 6 milioni di tonnellate di rifiuti organici (fonte: Ispra), di cui due milioni (un terzo) sono costituiti da sfalci e potature provenienti da giardini pubblici e privati. Sfalci e potature sono un'importantissima parte "strutturante" del compostaggio, il processo che trasforma in preziosissimo concime biologico gli scarti organici e alimentari e restituisce alla terra ciò che essa ci ha dato sotto forma di cibo e di verde urbano. Grazie a questo "strutturante" si possono compostare con maggiore facilità e migliori risultati i materiali putrescibili come gli scarti di cucina. La possibilità di bruciare sfalci e potature esiste in Italia da pochi mesi ed ha rappresentato un duro colpo per le filiere virtuose del riciclo organico e dell'economia circolare.

Tuttavia, come abbiamo ripercorso nella nostra interrogazione, tutto questo contrasta con le norme europee. La direttiva sui rifiuti 2008/98, all'articolo 3 punto 4, definisce come "rifiuto organico" i "rifiuti biodegradabili di giardini e parchi, rifiuti alimentari e di cucina prodotti da nuclei domestici, ristoranti" eccetera, e dice all'articolo 22 che la loro destinazione è il compostaggio. Anche il decreto legislativo 205 del 3 dicembre 2010, che recepisce la direttiva europea nella normativa italiana integrando il decreto legislativo 152/06, classifica sfalci e potature come "rifiuti organici", destinati dunque al compostaggio. I problemi, in Italia, nascono dalla legge 154 del 2016 (il cosiddetto "collegato agricoltura"), che all'articolo 41 modifica il decreto legislativo 152/06 ed inserisce anche sfalci e potature tra i materiali da escludere dalla definizione di rifiuto, consentendo di bruciarli come biomassa a fini energetici. Questa pratica non è permessa in nessun altro Stato europeo.

Tutto il Movimento 5 Stelle ha lottato contro questa vergognosa decisione: alla Camera dei Deputati con Alberto Zolezzi e Massimo De Rosa, al Senato con Paola Nugnes. Purtroppo, a Roma ha vinto la testardaggine del Ministero Agricoltura. Oggi, però, in seguito alla nostra interrogazione, i principi dell'economia circolare possono essere di nuovo difesi e la filiera nazionale del compostaggio può tirare un sospiro di sollievo.

Qui sotto il testo della nostra interrogazione su sfalci e potature e la risposta del commissario Karmenu Vella a nome della Commissione Europea".

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