Tajani è il nuovo #PresidenteDeiPartiti in Europa

Tajani-m5s-germania.jpg


Il nuovo presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, è il simbolo dell'inciucio di palazzo su scala continentale, rappresenta il più grande gruppo politico esistente (il PPE) a trazione tedesca, dominato dalla presenza di Angela Merkel. È il vassallo di un partito, Forza Italia, che in Italia sta morendo. Un'elezione arrivata proprio mentre i disastri dell'esecutivo italiano non possono più essere taciuti, tanto che il bue dell'Unione Europea inizia a dare del cornuto all'asino del PD. A Bruxelles lo chiamano già "il conto di Renzi", ma potrebbe essere tranquillamente definito "il conto del PD e dei partiti": mancano 3,4 miliardi di Euro all'appello sui bilanci italiani che hanno fatto partire la letterina di Bruxelles. Soldi che dovranno essere presi dalle nostre tasche. Ciò che è rimasto del Governo Renzi e che oggi prosegue col suo avatar Gentiloni è, come solo il Movimento 5 Stelle diceva a dicembre, un'eredità di macerie. Nella governance economica e negli equilibri politici europei risiede il fallimento più totale e, cosa ben più preoccupante, l'eredità di una classe politica allo sbando; incapace di attuare un reale cambiamento.

LA GERMANIA, INTANTO, VUOLE RIDURRE IL QE
Così, mentre a Strasburgo va in scena la farsa del nuovo presidente, la Germania sta preparando la tempesta perfetta: Wolfgang Schäuble, il falco dei falchi, ha già chiesto una riduzione del QE, lo strumento attraverso cui la BCE riesce a tenere in vita artificiosamente l'Eurozona, prolungandone colpevolmente e irresponsabilmente l'agonia (dato che in questi anni la politica non è riuscita a fare nulla per spodestare il ruolo egemone dei teutonici). Così, mentre Donald Trump avvisa l'Europa a trazione tedesca che si sta schiantando contro un muro, l'Italia potrebbe essere condannata al default - delle sue banche in primis - e al commissariamento se gli equilibri in campo internazionale si sbilanciassero ancor più verso il Nord del continente, continuando a sostenere un'Unione "germanocentrica".

ABBANDONARE L'EURO PER SALVARE L'EUROPA
Le richieste di diminuzione del QE da parte del ministro delle finanze tedesco risponde all'esigenza di contenere l'inflazione nel suo Paese. Peccato che un altro Stato fondatore dell'UE come l'Italia sia contemporaneamente entrato in una fase di deflazione. Stessa moneta, esigenze diametralmente opposte: si potrebbe riassumere così la devastante parabola dell'Euro. Un progetto nato male e costruito peggio, che non potrà mai rispondere alle varie esigenze delle nazioni che l'adottano, che hanno tassi d'interesse e tassi d'inflazione diversi e inconciliabili. Perfino agli occhi di un neofita appare dunque evidente come una sola politica monetaria non riesca a funzionare e che serva, il più presto possibile, un serio dibattito internazionale - proposto più volte dal Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo - per gestire l'uscita dalla Zona Euro in maniera ordinata, e a livello nazionale un referendum per far decidere ai cittadini il perdurare o meno dell'Italia in questa gabbia. Viceversa, continuerà a vincere in Europa l'egoismo di personaggi che, pur di mantenere lo status quo, sono disposti a continuare a mentire distorcendo la realtà a loro piacimento.

Guarda anche ...


Ultimi video

Titolo