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di Isabella Adinolfi, EFDD - M5S Europa

"Sinceramente non accetto la risposta della Commissione europea. È un meraviglioso esercizio di burocrazia, l'elenco di tutti i contaminanti che i funzionari ci hanno esposto, però qui non stiamo parlando semplicemente di un territorio inquinato. Stiamo parlando di uno dei più gravi esempi di territori inquinati perché c'è stato un traffico illecito di rifiuti tossici, che in alcuni casi erano addirittura rifiuti nucleari.

Capisco che nessuna istituzione e nessun ministro potrà risolvere la situazione con uno schiocco di dita, però mi aspetterei una presa di posizione più dura e molto più decisa, si tratta veramente di un'ecatombe. Mi aspetto che abbia coscienza che i documenti che sono stati prodotti dall'Italia sono documenti prodotti nel 2015. Perché all'epoca il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano fu accusato dai pentiti di mafia di aver secretato le carte che dimostravano come nella terra dei fuochi vi era un traffico illegale di rifiuti.

Stavo dicendo, nessuno potrà risolvere la situazione con uno schiocco di dita. Però, Commissione europea, prenda atto di quello che è successo. Non tanto per l'inquinamento, ma perché ci troviamo di fronte a un traffico illegale di rifiuti internazionale. Un traffico di rifiuti internazionale che veniva dai vari Paesi dell'UE, trascinati e interrati in Campania. Anche da aziende tedesche. Questo è agli atti del processo. Questo interramento è stato possibile grazie alla corruzione, tra mafia, funzionari e Stato; e la Commissione non può fare finta di nulla. Non può semplicemente elencare gli inquinanti e dire che va tutto bene.

Io mi trovo in una terra dove succede questo, sono foto di animali che vengono allevati nella terra dei fuochi, che nascono con tre occhi. Quindi per favore non venite a dirci semplicemente che gli inquinanti sono stati analizzati, perché questi sono fatti! Se vogliamo veramente avvicinare l'UE ai cittadini non chiudiamoci nella burocrazia dei funzionari e non limitiamoci alle analisi, perché le persone vivono in queste condizioni. L'UE in questi momenti deve intervenire e deve farsi sentire".
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Ad agosto del 2013 i senatori Sergio Puglia e Vilma Moronese del Movimento 5 Stelle chiedono la desecretazione delle dichiarazioni di un camorrista collaboratore di giustizia rispondente al nome di Carmine Schiavone. Nel 1997 Schiavone fu interrogato dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti del Parlamento Italiano, in merito ai rifiuti tossici sotterrati in Campania. Sempre nel 1997 su quelle dichiarazioni fu posto il segreto. La secretazione degli atti è prevista, quello di cui viene maggiormente accusato Giorgio Napolitano è che all'epoca - come Ministro degli Interni e pur essendo a conoscenza di tutto, e nonostante una relazione della DIA su annunciava il disastro ambientale e il commercio illegale -, non fece nulla. Dopo 13 anni, grazie al Movimento 5 Stelle, si è potuto finalmente conoscere cosa sapeva già la politica a quei tempi, circa la Terra dei Fuochi, la Campania e il triangolo della morte.

È inconcepibile come il PD - con le parole dell'eurodeputato Andrea Cozzolino in risposta alla portavoce Adinolfi - ancora oggi cerchi di coprire i fatti, anche al Parlamento europeo. Come dimostrano gli atti, la Terra dei Fuochi è stata martoriata per decenni, è un problema non solo italiano ma che coinvolge tutto il Continente.

+++ QUI LA VERSIONE INTEGRALE DELLE DICHIARAZIONI DI SCHIAVONE +++

A pagina 13 si evidenzia il disastro ambientale:
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