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La Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato modifica del pacchetto di revisione della legislazione europea sui rifiuti. Molte idee del Movimento 5 Stelle sono state accolte: è una rivoluzione verde che cambia la rotta rispetto alle pratiche diffuse in Italia dove inceneritori e discariche la fanno da padroni inquinando e mettendo a repentaglio la salute dei cittadini. Ecco i punti saliente del rapporto approvato.


Per il passaggio a una economia circolare, gli Stati membri devono:

1) Introdurre o aumentare le tasse per l'incenerimento e la messa in discarica.

2) Introdurre sistemi "paga chi inquina".

3) Concedere incentivi economici alle autorità locali per promuovere la prevenzione e aumentare la raccolta separata.

4) Supportare lo sviluppo del settore del riuso.

5) Aumentare la consapevolezza pubblica sulla gestione di rifiuti.

6) Utilizzare i fondi europei per lo sviluppo di infrastrutture per la gestione di rifiuti per raggiungere gli obiettivi di preparazione al riuso e riciclo.


Dopo il voto in plenaria, questi punti verranno negoziati con la Commissione e il Consiglio europeo nei cosiddetti triloghi. Il Movimento 5 Stelle non accetterà nessun passo indietro e nessun insabbiamento. L'economia circolare è una conquista per tutti i cittadini che vogliono vivere senza minacce alla propria salute.

Grazie agli emendamenti di Piernicola Pedicini sono state approvate delle misure per promuovere lo sviluppo di mercati per prodotti riusati e riciclati e per migliorare la qualità dei materiali riciclati stessi. La raccolta separata obbligatoria si applica già alle seguenti categorie di rifiuti: carta, metalli, plastica e vetro, ma grazie al Movimento 5 Stelle il Parlamento europeo aggiunge anche i rifiuti organici. Abbiamo chiesto e ottenuto che la riduzione dei rifiuti alimentari sia del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030 (rispetto al 2014) e la promozione di modelli sostenibili di produzione e consumo e l'uso di prodotti facili da condividere, bio-based, riutilizzabili, riparabili e riciclabili.

Il Movimento 5 Stelle aveva inoltre proposto l'eliminazione di tutti i sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili (purtroppo però la relatrice Simona Bonafè del Pd ha bocciato questa proposta e la maggioranza della Commissione si è adeguata) e il divieto dell'utilizzo dei fondi europei per l'incenerimento e la messa in discarica (per ragioni tecniche questa proposta è stata rinviata a una discussione successiva). Abbiamo chiesto anche di estendere la responsabilità estesa del produttore anche agli imballaggi, che oggi è prevista solo per i rifiuti elettrici ed elettronici.

COMPOSTAGGIO
Nella versione finale del compromesso, tuttavia, il compostaggio viene inserito allo stesso livello della digestione anaerobica e per questo abbiamo votato contro il compromesso. Il compostaggio, soprattutto a livello locale, può essere una risorsa per arricchire il suolo di nutrienti importanti ed è un'opzione che andrebbe preferita alla digestione anaerobica.

MESSA IN DISCARICA
Le nuove norme prevedono che entro il 2030 la quantità di rifiuti messi in discarica dovrà essere ridotta a un massimo del 5% di rifiuti municipali e che solo i rifiuti residui (per cui non sarà più possibile trattarli ulteriormente) potranno essere messi in discarica. Il Movimento 5 Stelle aveva proposto il divieto di messa in discarica dei rifiuti biodegradabili entro il 2025 e il divieto completo di messa in discarica entro il 2030, fatta eccezione per determinati rifiuti pericolosi e residui per i quali la discarica rappresenta il metodo di smaltimento più ecologico.


dichiarazione di Piernicola Pedicini, eurodeputato Commissione Ambiente Efdd - Movimento 5 Stelle Europa.

"Con il voto di oggi, il Parlamento europeo ha migliorato la proposta legislativa sul pacchetto rifiuti con obiettivi di riciclo e di preparazione al riuso dei rifiuti municipali più alti rispetto alla proposta della Commissione. Purtroppo, non siamo riusciti a fare approvare un divieto completo all'incenerimento. Il Parlamento si è limitato a vietare l'incenerimento dei rifiuti raccolti separatamente e dei rifiuti biodegradabili, meglio della legislazione vigente ma non abbastanza per eliminare questa pratica che danneggia l'ambiente e i cittadini."

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