Meno burocrazia per le PMI: le nostre idee vincono in Europa

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di Rosa D'Amato
, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa.

Difendere le piccole e medie imprese in Europa significa difendere il futuro dell'Italia. Secondo dati Istat, il 95% di tutte le unità produttive è una piccola e media impresa. Le pmi danno lavoro a circa 7,8 milioni di italiani (il 47% di tutti i lavoratori contro il 29% della media europea), eppure sono perennemente sotto attacco da alcune politiche europee suicide. Trattati commerciali a favore delle multinazionali, iper-regolamentazione, fondi europei non produttivi: sono tante le battaglie che ci vedono in prima linea. Il rapporto del gruppo Efdd - Movimento 5 Stelle, scritto da Rosa D'Amato, su "Promuovere la competitività delle PMI" oggi raccoglie i primi frutti. La Commissione europea ha sposato le idee del Movimento 5 Stelle. Ecco la risposta al rapporto di iniziativa del Movimento 5 Stelle. Rosa D'Amato spiega cosa cambierà adesso per le pmi:


di Rosa D'Amato

"Rimozione degli ostacoli burocratici, maggiore trasparenza e partecipazione degli attori locali nella scelta dei fondi Ue per le piccole e medie imprese, una strategia per promuovere le competenze, soprattutto in ambito digitale. Sono questi gli impegni che la Commissione Ue ha assunto ufficialmente rispondendo alla mia relazione target='_blank'"Promuovere la competitività delle PMI", approvata dal Parlamento europeo. Una grande vittoria per il M5S Europa e soprattutto per le Pmi italiane. Adesso vigileremo affinché la Commissione europea dia seguito agli impegni presi con fatti concreti.

Ecco i punti su cui Bruxelles ha ufficialmente preso degli impegni sulla base della mia relazione:

- La Commissione ha lanciato lo scorso dicembre la Digital Skills and Jobs Coalition. Il Commissario europeo Oettinger ha presentato un testo e ha invitato gli Stati membri a far fronte alle carenze di competenze tra cittadini e lavoratori. Una strategia che coinvolgerà tutti i settori e le parti sociali e si focalizzerà soprattutto sulle competenze digitali.

- La Commissione si è anche impegnata a far fronte agli ostacoli burocratici che colpiscono le Pmi attraverso la semplificazione legislativa che significa normative più chiare e semplici da applicare in tutta Europa. Questa semplificazione avverrà con misure che risponderanno alle specifiche esigenze delle varie tipologie di Pmi: le microimprese e quelle con un numero di impiegati più alto, tra i 50 e i 249.

- Passi avanti sulla trasparenza e sulla partecipazione di attori locali, società civile, imprenditori e altre parti interessate nel definire i bandi dei fondi europei per le imprese. La Commissione ha accolto la nostra richiesta, specificando che trasparenza e partecipazione saranno alla base della definizione dei nuovi bandi.

- La Commissione presenterà entro quest'anno una comunicazione sulle Smart specialisation, così come richiesto nella mia relazione.

Resta il nodo dei fondi della politica di coesione Ue per le Pmi, fondi che, in previsione della programmazione post 2020, vanno decisamente aumentati. Su questo, la Commissione preferisce ancora non esprimersi. Ma noi faremo pressioni perché dia risposte chiare anche su tale punto".

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