La nostra Europa

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In occasione dei 60 anni dai Trattati di Roma è quanto mai necessario fermarsi ad analizzare, e approfondire, il senso dell'Europa che ogni singolo Paese e cittadino vede davanti a sé. Siamo di fronte alla stessa Europa pensata da nostri padri fondatori? Forse no. Gran parte dei valori condivisi allora, quali i principi di cooperazione e solidarietà tra gli Stati Membri, oggi sono venuti a mancare, marginalizzati da un frenetico processo di accentramento del potere che ha finito per spaccare in due, sul piano economico e sociale, un'area in grado di offrire innumerevoli opportunità di crescita ai propri cittadini.

Nel tempo è venuta ad affermarsi un'Europa di serie A, a scapito di un'Europa di serie B. Le recenti dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, secondo il quale i Paesi della sponda Sud vivrebbero una fase di crisi economica profonda poiché in passato abituati "a spendere soldi in alcol e donne", oltre ad essere vergognose e deplorevoli sono il segno più evidente di una divisione incolmabile tra due mondi.

Da una parte un sistema bancario e finanziario, reo di aver sfruttato e impoverito molti dei Paesi in difficoltà come l'Italia, un sistema oramai posto agli antipodi di quei valori che nel '57, a Roma, in Campidoglio, i nostri padri fondatori sottoscrissero con orgoglio, in un clima positivo di speranza; dall'altra parte, un insieme di cittadini stanchi di restare all'angolo e che pacificamente tornano ora a reclamare quei valori, nel tentativo di aprire un nuovo corso che possa salvare il primo progetto di Unione e Condivisione costruito 60 anni fa. L'attuale e delicata fase che stiamo attraverso ci pone davanti ad un bivio, ad una scelta: decidere se restare a guardare un'Europa sull'orlo del collasso, un'Europa governata da interessi finanziari dove il rendimento dell'Euro vale più di una vita umana, un'Europa destinata a morire lentamente, o reagire e invertire la rotta prima che sia troppo tardi.

Per queste ragioni, a seguito del libro bianco presentato nelle scorse settimane dal presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker (ci domandiamo quando Juncker ci mostrerà anche il libro nero del passato: pagine d'imbrogli e menzogne per dettare agli Stati Membri un'agenda politica concentrata sull'austerità), il M5S ha redatto un suo "Libro a 5 Stelle dei cittadini per l'Europa", all'interno del quale si snodano idee e riflessioni allo scopo di immettere l'Ue in un percorso nuovo, democratico e civile. In questo libro sono contenuti i principi di quella che consideriamo essere la nostra Europa. L'Europa, appunto, dei cittadini, capace di rimettersi al tavolo del dialogo e ridiscutere, tra le altre cose, i vincoli economici e monetari imposti nell'ultimo ventennio, nonché avviare una road map sull'emergenza migratoria per restituire dignità agli Stati sotto pressione come l'Italia. L'Europa non può farsi sentire solo per tagliare le nostre pensioni o per alzare il prezzo della fetra ai greci.

A questa Europa il M5S vuole mettere un freno per ripartire lungo una strada dove ogni singolo Paese possa tornare ad essere artefice del suo futuro, recuperando sovranità decisionale. Il tutto, nel rispetto della salute dell'ambiente e del proprio popolo.

SCARICA QUI IL LIBRO A 5 STELLE DEI CITTADINI PER L'EUROPA

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