FCA indagata in USA. Inizia il #Dieselgate all'italiana

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Come volevasi verificare. A conferma delle ripetute denunce del Movimento 5 Stelle e all'indomani del verdetto della commissione d'inchiesta EMIS del Parlamento europeo, il gruppo guidato da Sergio Marchionne finisce sotto indagine in USA. L'accusa è di aver manipolato le emissioni diesel di alcune vetture.

Vedremo cosa emergerà dalle autorità americane e se FCA sarà ritenuta colpevole di un comportamento simile a quello di Volkswagen. Una cosa certa, però, è che i sospetti di tutti sono stati confermati:
- l'improvvisa amicizia tra Renzi e lo stesso Marchionne (di cui vi abbiamo parlato qui);
- l'omertà del Governo italiano nel condividere il rapporto sulle emissioni chiesto dal Parlamento europeo (che abbiamo denunciato qui);
- e l'assoluta inadeguatezza di quanto consegnato da Graziano Delrio alla commissione d'inchiesta quando era ormai con le spalle al muro (approfondisci qui).

Insomma, hanno scoperto l'acqua calda. Unire i puntini era davvero facile, la commistione tra l'abominevole lobby dell'auto, i Governi nazionali e le istituzioni europee è ormai un fatto palese che dev'essere al più presto smantellato.

Lotteremo fino all'ultimo per confermare quando di buono fatto dalla commissione d'inchiesta e per colmare i vuoti di chi ancora non vuole risarcire i cittadini truffati e intossicati.

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