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La mafia prospera dietro ogni emergenza rifiuti. L'operazione "Piramidi" di Carabinieri e Guardia di Finanza di Catania lo dimostra: tonnellate di rifiuti pericolosi, che provengono dal Nord Italia e dall'Ilva di Taranto, vengono smaltiti illegalmente in Sicilia. Il polverino d'altoforno - rifiuto speciale residuo dei fumi dell'Ilva - è altamente dannoso per la salute umana, eppure il Ministro all'Ambiente Gianluca Galletti ha firmato il contratto fra l'Ilva - commissariata dallo Stato - e il Cisma che, assieme a una rete di altre imprese, avrebbe realizzato affari sporchi derivanti dalla gestione e dal trattamento illecito di tonnellate di rifiuti anche tossici. Solo dopo le proteste dei siciliani, Galletti ha bloccato le navi speciali cariche di rifiuti. Vogliamo essere certi che il trasporto non sia stato spostato e "nascosto" sui tir. Questi rifiuti velenosi non devono raggiungere la Sicilia, né altre regioni italiane.

Gli europarlamentari Ignazio Corrao e Rosa D'Amato hanno presentato una una nuova interrogazione alla Commissione Europea in cui si chiedono chiarimenti sull'operato del Ministro all'Ambiente Gianluca Galletti. Il governo italiano non applica le direttive europee che tutelano la salute dei lavoratori e dei cittadini.
 
di Ignazio Corrao, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa.

"Il Ministro Galletti deve spiegare perché ha chiuso accordi con una azienda in odor di mafia e chiarire come mai, sebbene abbia prima autorizzato e poi annunciato uno stop al trasferimento del polverino Ilva di Taranto alla discarica Cisma Ambiente di Melilli in Sicilia, siano arrivate altre decine di tonnellate di materiale da smaltire in maniera anomala. Già nel 2015 avevamo informato la Commissione Europea dello spostamento e smaltimento di rifiuti speciali dall'ILVA, alla discarica Cisma Ambiente di Melilli.

La Commissione rispose che avrebbe monitorato la situazione e chiesto alle autorità italiane ulteriori chiarimenti. Da quella interrogazione al dicembre 2016, grazie all'inerzia istituzionale e autorizzazioni false, sono entrati nel suolo siciliano circa 40 mila tonnellate di polverino e fanghi industriali. La Commissione Europea deve dirci dove viene smaltito il materiale, fornire dettagli sulla situazione attuale della Cisma, comprese le analisi e lo stoccaggio dei cumuli e se intenda verificare le autorizzazioni rilasciate della Regione siciliana su rifiuti e discariche. È merito dei cittadini e di associazioni come Peacelink se oggi c'è più trasparenza sul materiale che viene gettato in discarica. Grazie a loro la battaglia per impedire che i rifiuti tossici arrivino in Sicilia può essere vinta".


di Rosa D'Amato, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa.

"È arrivato il momento di dire basta una volta per tutte, almeno per rispetto di quei bambini colpiti, nel Tarantino come nel cosiddetto triangolo della morte siciliano, da tumori e malformazioni neonatali. La soluzione c'è ed è una sola: la chiusura dello stabilimento che produce ogni anno 4.000 tonnellate di polveri, 11.000 tonnellate di diossido di azoto e 7 tonnellate di acido cloridrico. A causa di queste emissioni nocive, tra il 1998 e il 2010, sono morte 386 persone, 237 sono state colpite da un tumore maligno, 247 ricoverate per problemi coronarici, 937 per problemi respiratori.

Vogliamo portare occupazione e sviluppo sostenibile a tutti. Chiudere l'Ilva significa avviare una riconversione produttiva del territorio, una nuova visione della città, un lavoro di bonifica che metta fine al degrado ambientale.E significa anche smettere di produrre rifiuti come il polverino che creano ulteriori danni alla salute e all'ambiente del Paese. In questa battaglia il Movimento 5 Stelle sta facendo pressioni a tutti i livelli, da Bruxelles a Roma, da Taranto alla Sicilia. L'Ilva è un ecomostro insostenibile non solo per il nostro territorio, ma per l'intero Paese. E l'Europa deve smetterla di voltarsi dall'altra parte: qui in gioco c'è la vita delle persone".

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