In arrivo 20 nuovi OGM nei nostri piatti

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È in arrivo l'ennesima autorizzazione antidemocratica per l'immissione in commercio di nuovi OGM. E questa volta il problema è più serio del solito. Il mais ibrido in questione, la cui richiesta di autorizzazione risale al 2011, si estende oggi ad ibridi risultanti da diverse combinazioni (in gergo Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21). I prodotti derivanti da queste sigle asettiche avrebbero destinazioni d'uso molteplici, tra cui il controllo dei parassiti e caratteristiche di resistenza agli erbicidi a base di glufosinate e glifosato. La filiera del mais, inutile ricordarlo, abbraccia un'infinità d'usi per l'alimentazione umana, dall'olio alle farine.

In questi mesi centinaia di commenti critici sono stati sottoposti agli Stati membri, soprattutto per quanto riguarda la mancanza d'informazioni e di dati, studi mal eseguiti o mancanti, assenza di considerazioni degli effetti combinati delle diverse proteine della "tossina Bt", mancanza di giudizio sulla potenziale allergenicità, tossicità e altro ancora.

Nonostante il panel scientifico dell'EFSA abbia riconosciuto la carenza di letteratura disponibile (soprattutto sui 20 ibridi che si possono ottenere dalla combinazione degli OGM autorizzati), ha emanato parere favorevole. Tuttavia, la stessa EFSA si è spaccata nella figura di Jean-Michel Wal, uno scienziato appartenente al panel di cui sopra, secondo cui non solo mancano dati relativi alle combinazioni ma il proponente non avrebbe fornito spiegazioni razionali e convincenti per giustificare tale mancanza. Secondo il membro, queste carenze di valutazione potrebbero generare un rischio incontrollato per la salute di alcuni segmenti di popolazione. Anche in considerazione del fatto che alcuni degli ibridi autorizzati non sono nemmeno ancora stati realizzati.

Dal canto suo il Parlamento europeo, nella commissione ENVI, ha votato una risoluzione contro la proposta di autorizzare l'immissione in commercio di tale OGM. Tra le motivazioni, oltre quelle sopra esposte, si contesta la prassi della Commissione Europea di autorizzare OGM senza una maggioranza qualificata a sostegno da parte degli Stati membri, calpestando di fatto qualunque decisione democratica.

Un problema, dunque, che il Movimento 5 Stelle aveva già evidenziato e che era stato rimarcato più volte, proponendo anche soluzioni per rimediare alla assurda situazione attuale. La mancanza di democrazia e l'arroganza della Commissione europea guidata dalle lobby sta avvelenando, non solo in senso figurato, questa Europa.

Gennaio 2015, la portavoce Eleonora Evi spiega come funzionano le autorizzazioni degli OGM in Europa:

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