La Germania cancella 100 milioni di aiuti per i terremotati

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Spente le luci delle celebrazioni del Trattato di Roma, l'Europa mostra il suo vero volto. La Germania e altri cinque Paesi - Austria, Olanda, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna - hanno votato in Consiglio (durante una riunione degli Ambasciatori dei 28 Stati europei) per cancellare 100 milioni di euro di aiuti per la ricostruzione del Centro Italia.

La proposta della Commissione europea prevede il finanziamento al 100% delle spese di ricostruzione. Questi sei Paesi vogliono abbassare la soglia al 90%. Ancora una volta l'egoismo della casta politica europea ha vinto calpestando le reali istanze dei cittadini, anche di fronte a una situazione drammatica come quella del terremoto. Gli Stati ricchi abbandonano i terremotati.

Facciamo chiarezza: quali e quanti sono gli aiuti europei previsti per il terremoto del Centro Italia?

1) Fondo di solidarietà: 1 miliardo di euro circa stanziati dalla quota prevista per il 2016 e 2017. L'Italia ha già beneficiato dell'anticipo di 30 milioni di euro.

2) Fondi di politica di coesione:
200 milioni di euro dalla politica di coesione derivanti dall'aggiustamento tecnico per i Paesi colpiti dalla crisi. Su questo capitolo si negozia ancora perché il governo italiano è in ritardo nel comunicare dove e come allocare questi fondi.

3) Fondo Fesr: 1 miliardo di euro secondo la richiesta del Parlamento europeo. Quando verrà votato la modifica del regolamento "disposizione comuni" che riforma i 5 più importanti fondi europei, l'Italia avrà a disposizione un asse prioritario per progetti di ricostruzione all'interno di un programma operativo. Si tratta di fondi che possono essere utilizzati dalle Regioni colpite dal terremoto.

Il voto del Consiglio abbassa la soglia di cofinanziamento dal 100% al 90% degli aiuti previsti dai Fondi di politica di coesione (punto numero 2) e dai Fondi Fesr (punto numero 3). Si tratterebbe in totale di circa 100 milioni di euro in meno: fondi che dovranno sborsare le Regioni già in ginocchio per tutti i problemi legati al post-terremoto. Questo è un fallimento del governo Gentiloni e del suo partito. Un fallimento sulla pelle dei cittadini e dei territori colpiti dal sisma. C'è mancanza di fiducia nei nostri confronti dopo la pessima gestione e gli scandali della ricostruzione a L'Aquila. Bisogna superare le gravi carenze di trasparenza riscontrate in passato e migliorare il sistema di monitoraggio ex post per le spese. Su questo, il governo Gentiloni cosa sta facendo?

Il Movimento 5 Stelle sarà presente con Rosa D'Amato
al negoziato fra Parlamento, Commissione e Consiglio europeo (questa negoziazione fra le tre Istituzioni europee si chiama trilogo) e non farà nessuno sconto. Abbiamo già ingoiato il rospo del tetto del 5% dell'allocazione totale del Fondo europeo di sviluppo regionale. Dopo il trilogo, ci sarà il voto del Parlamento europeo tra maggio e giugno. Solo dopo gli stanziamenti saranno disponibili, sempre che il governo abbia specificato come e dove realizzare i progetti necessari per la ricostruzione.

Non possiamo prendere in giro i cittadini come ha fatto il governo italiano che ha varato un decreto senza soldi. I cittadini aspettano un aiuto vero per risollevarsi dalle macerie del terremoto.

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