"L'inquinamento modifica il DNA umano" di Ernesto Burgio

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Inceneritori, pesticidi, interferenti endocrini, metalli pesanti, smog, tabacco, ormoni e additivi chimici negli alimenti. Questi veleni modificano il DNA umano, come spiega in questa intervista Ernesto Burgio, pediatra e Presidente del Comitato Scientifico ISDE, Associazione internazionale medici per l'ambiente. Difendere il nostro ambiente significa difendere la salute dei cittadini.




di Ernesto Burgio, pediatra e Presidente del Comitato Scientifico ISDE, Associazione internazionale medici per l'ambiente.

"L'inquinamento è un fenomeno ancora da definire. Quello che normalmente si intende, da vent'anni a questa parte, per inquinamento non è quello che normalmente viene preso in considerazione dalle stesse normative o dalle stesse regole che vengono più o meno adottate. Si continua a pensare all'inquinamento come al prodotto di momenti particolari, come gli incidenti industriali. L'inquinamento non è più questo: da vent'anni a questa parte sappiamo che nelle catene alimentari, in atmosfera, nella biosfera, nella cosiddetta idrosfera cioè nelle acque, sono oggi presenti tantissime sostanze che non esistevano in natura. Sono prodotti artificiali, di sintesi: pesticidi, interferenti endocrini, metalli pesanti, particolato ultrafine, prodotti dal traffico veicolare e dalle grandi industrie in tali quantità che ormai si trovano ovunque. Più vicino l'uomo vive nel grandi impianti industriali o nelle città più se ne trovano.

IL DNA VIENE MODIFICATO
Queste sostanze mettono a rischio equilibri biologici e bioevolutivi molto complessi, perché si stanno introducendo in pochi decenni una serie di fattori che interferiscono in maniera complessa, per esempio, sul DNA e che prima non c'erano. I sistemi biologici non hanno sufficienti capacità di difesa da questo tipo di nuove sostanze che vengono immesse nell'ambiente. Quello che stiamo vedendo è che, per esempio, campi elettromagnetici, sostanze chimiche, particolato ultrafine, metalli pesanti, agiscono insieme turbando l'espressione delle cellule e, in particolare, del DNA. Questo fenomeno si chiama epigenetica. L'inquinamento oggi va studiato così: il vecchio modo di studiarlo dovrebbe essere messo da parte.

Queste sostanze hanno la capacità di agire sul DNA e in particolare sul software del DNA - che è l'epigenoma - e agiscono soprattutto nelle prime fasi della vita. Quindi i soggetti a rischio sono: embrione, feto, bambino e quindi purtroppo le generazioni future. Quello che stiamo assistendo sempre con maggiore apprensione, non dico con allarmismo ma con credo preoccupazione, è che gli effetti maggiori si vedranno probabilmente tra 10-20-30 anni. Quindi bisogna agire adesso. Bisogna veramente ridurre l'esposizione materno-fetale, l'esposizione del bambino nei primi anni di vita, anche possibilmente l'esposizione degli adolescenti, perché i gameti - lo spermatozoo e l'ovulo - sono assolutamente a rischio di queste perturbazioni.

LE MALATTIE CHE PROVOCA L'INQUINAMENTO
Ci sono alcune malattie che stanno diventando più frequenti: l'autismo o i disturbi di neurosviluppo in generale, la dislessia, la ADHD, le malattie neurodegenerative come l'alzheimer, i tumori in età giovanile. Questo è un altro tema perché mentre il cancro era una malattia dei settanta/ottantenni, diciamo ancora negli anni '50 '60 '70, adesso sta diventando una patologia relativamente giovanile con forme tumorali sempre diverse rispetto alle prime classiche tradizionali, che erano poche. E poi c'è il grande problema dell'obesità, del diabete giovanile che è diventato una grande - si può dire - epidemia. Prima si pensava che diabete e obesità fossero legati solo all'alimentazione, ora sempre più chiaramente si sa che l'alimentazione spiega solo in parte il problema: le sostanze che sono nelle catene alimentari e che possono disturbare la programmazione fetale dei tessuti probabilmente hanno un grande effetto anche su questo. E infine le malattie diciamo immunomediate, cioè le allergie e le malattie autoimmuni. Ci sono tanti studi che stanno cercando di capire cosa sta cambiando.

LE COLPE DEI POLITICI
La genetica classica scrive a penna, quando c'è una mutazione c'è poco da fare. L'epigenetica scrive a matita, nel senso che la gran parte di queste trasformazioni del software sono reversibili e in parte prevedibili. Questo significa che anche su un piano biologico e sanitario si può fare molto, ma la parola chiave diventa primary prevention, prevenzione primaria. Io credo che i politici abbiano una grande responsabilità oggi. Devono capire che non sono gli effetti immediati di tutto questo inquinamento che dobbiamo prendere in considerazione, ma gli effetti futuri sulle prossime generazioni e sull'ambiente. Ci sono normative e regole ma non vengono spesso neanche adeguatamente supportate poi da decreti attuativi. Non vengono applicate! Non si fa nulla per "costringere" gli amministratori a fare qualcosa. Quindi il politico ha un ruolo centrale e soprattutto dovrebbe anche dare la possibilità al tecnico, che studia queste cose, di essere utilizzato al meglio perché queste competenze e queste conoscenze devono essere utilizzate a livello legislativo, normativo, attuativo e poi ovviamente per creare informazione e per difendere i cittadini in modo molto più pratico di come normalmente si fa".

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