Sostanze cancerogene nelle cialde del caffè: aperta un'indagine

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Stiamo combattendo una battaglia a tutto campo per la sicurezza alimentare dei cittadini. Con una interrogazione di Piernicola Pedicini abbiamo denunciato alla Commissione europea i pericoli del furano, un composto organico presente in moltissimi cibi e bevande che mangiamo e beviamo tutti i giorni. Studi scientifici dimostrano che questa sostanza è cancerogena, eppure la troviamo nei caffè solubili, omogeneizzati, succhi di frutta, zuppe e sughi pronti.

La risposta della Commissione europea è chiara: prima di intervenire si aspetta il parere scientifico dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare sui rischi per la salute umana connessi alla presenza di questa sostanza. Il verdetto è atteso entro la fine del 2017. Tuttavia, sia l'Organizzazione mondiale della Sanità che l'Agenzia francese per la sicurezza alimentare hanno riscontrato pericoli per la salute umana, quindi non si capiscono le ragioni di questa attesa. In virtù del principio di precauzione, la Commissione europea dovrebbe proteggere subito la salute umana limitando o vietando questa sostanza e autorizzarla soltanto se e quando arriverà il parere negativo dell'Efsa. Siamo in Europa per difendere la salute dei cittadini. Lo dimostra il lavoro del gruppo Efdd - Movimento 5 Stelle Europa nella Commissione Ambiente, Sanità pubblica e sicurezza alimentare.

di Piernicola Pedicini, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa.

"Esiste una differenza relativamente piccola tra la possibile esposizione dell'uomo al furano, attraverso alimenti come il caffè tostato, i cibi in scatola, gli alimenti in vasetti per l'infanzia, e le dosi che producono effetti cancerogeni negli animali da laboratorio. Conosco sufficientemente le Istituzioni europee per intuire che la regolamentazione per ridurre la presenza di furano nei prodotti alimentari, al di là delle belle parole, sarà debole e arriverà in ritardo. Nel frattempo noi cercheremo di informare i cittadini come abbiamo sempre fatto, perché sono loro che dovranno fare da sé scegliendo la strada del consumo consapevole".

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