Terremoto, nessuno sconto se si prendono in giro i cittadini

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Quando arriveranno i fondi europei promessi per la ricostruzione? Facciamo un po' di chiarezza rispetto ai calcoli e alle dichiarazioni (sbagliate) riportate dai giornali senza verificare le fonti. Lunedì prossimo, il 3 aprile, il Presidente del Parlamento europeo annuncerà a Strasburgo l'apertura dei negoziati con Commissione e Consiglio europeo (il cosiddetto trilogo). Solo se 76 europarlamentari si oppongono il Parlamento dovrà votare e stabilire e confermare se aprire il tavolo con le altre due Istituzioni europee.

Restiamo vigili perché, nel mese di aprile, in fase di trilogo ci sarà chi proverà a far abbassare la quota di ricostruzione finanziata che oggi è prevista al 100%. I Paesi del Nord Europa, i campioni dell'austerity, vogliono abbassare drasticamente la quota. Il Movimento 5 Stelle sarà presente al negoziato e non farà nessuno sconto. Abbiamo già ingoiato il rospo del tetto del 5% dell'allocazione totale del Fondo europeo di sviluppo regionale. Non possiamo prendere in giro i cittadini come ha fatto il governo italiano che ha varato un decreto senza soldi. I cittadini aspettano un aiuto vero per risollevarsi dalle macerie del terremoto.


di Rosa D'Amato, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa.

"Lo avevamo denunciato e così è stato: a causa dell'opposizione di popolari e socialisti (in sostanza i gruppi di Pd, Ncd e Forza Italia) la proposta di destinare alle zone terremotate d'Italia i fondi europei al 100%, ossia senza il cofinanziamento di Stato e regioni (che sarebbe un peso insostenibile oggi per le amministrazioni locali colpite), è stata annacquata. Infatti, pur restando esenti da cofinanziamento, questi fondi non potranno superare il 5% dell'allocazione totale del FESR. Per l'Italia, questo significherebbe un importo 'mobilizzabile' di 1 miliardo e 32 milioni. Cosi' facendo, si limita fortemente l'utilizzo di queste risorse per la ricostruzione.

La delegazione del Movimento 5 stelle era pronta ad approvare la proposta originale della Commissione, che non prevedeva alcun tetto e che avrebbe permesso una maggiore mobilitazione di fondi ove necessario, ma la maggioranza degli altri gruppi si è opposta. Contrariamente a quanto apparso su diversi organi di stampa, il report non sarà approvato nella plenaria del mese di aprile. Conformemente all'articolo 69 quater, il presidente del Parlamento, all'inizio della sessione, annuncerà semplicemente l'apertura dei negoziati. Solo qualora almeno 76 Membri si oppongano, si voterà sull'apertura dei negoziati (e non sul report).

La vera battaglia inizierà invece a metà aprile quando saremo in prima fila, in quanto parte del team negoziale del Parlamento, per tentare di preservare il massimo del cofinanziamento negoziati con il Consiglio e la Commissione Europea. Verosimilmente, il report come negoziato sarà dunque approvato in plenaria in maggio. Se gli altri gruppi avessero sostenuto la posizione del Movimento 5 Stelle, questi fondi importantissimi per le aree terremotate sarebbero stati sbloccati settimane prima".

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