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La macchina del fango è ritornata in azione. In un articolo pubblicato sul The Guardian si accusa il Movimento 5 Stelle di essere la causa dell'aumento dei casi di morbillo in Italia. È assurdo, fra un po' ci accuseranno anche dello scioglimento dei ghiacciai! Questo è un clamoroso esempio di fake news inventata ad arte per screditare il primo movimento politico in Italia.

Il Movimento 5 Stelle non è contro i vaccini, ma contro l'abuso che si fa dei vaccini. In quindici Paesi europei l'obbligatorietà dei vaccini non esiste: Austria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia e...udite...udite...il Regno Unito del The Guardian. Questi Paesi hanno un approccio diverso basato su raccomandazione, prevenzione e informazione e i dati dimostrano che la loro copertura vaccinale è simile a quella presente nei Paesi in cui vige l'obbligatorietà, come l'Italia. Non c'è nessuna epidemia e nessuna minaccia alla salute pubblica, ma solo una lieve flessione delle coperture vaccinali che può essere fronteggiata con la raccomandazione. Ecco i dati.

La posizione del Movimento 5 Stelle è simile a quella del Direttore del Centro Europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (ECDC): in una audizione al Parlamento europeo ha dichiarato che non c'è nessuna garanzia secondo cui l'obbligatorietà assicuri una maggiore copertura vaccinale. In una intervista rilasciata sempre al The Guardian l'europarlamentare Laura Ferrara aveva spiegato bene al quotidiano anglosassone la posizione del Movimento 5 Stelle sul tema dei vaccini. Evidentemente la giornalista che ha scritto questo articolo frutto di ignoranza e bugie non legge il giornale per il quale lavora. Oppure è in malafede!

Il Movimento 5 Stelle si batte contro l'abuso dei vaccini e per una maggiore responsabilizzazione del ruolo del medico nel rapporto con i cittadini. Ecco il commento di Piernicola Pedicini e Vega Colonnese, prima firmataria della risoluzione M5S su informazione e vaccini.


di Piernicola Pedicini, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa.

"Il nuovo programma nazionale italiano estende l'offerta vaccinale fino a 13 vaccini (di cui 4 obbligatori), in totale controtendenza rispetto alla scelta dei principali Paesi europei. Eppure, l'Italia non sta affrontando una fase di emergenza epidemica. Il concetto di "obbligatorietà" si contrappone al concetto di "promozione" della salute che è alla base di qualsiasi efficace azione preventiva: la promozione coniuga la responsabilità dell'individuo con quella della comunità che, con le sue istituzioni, garantisce il rispetto del diritto universale alla salute. Bisogna sostenere politiche di prevenzione tramite una corretta e completa informazione delle famiglie.

In questo ambito assume una importanza fondamentale il ruolo del medico/pediatra come intermediario tra le istituzioni e le famiglie, per una scelta consapevole e informata. La sottrazione di questa responsabilità alla categoria dei medici lascia le famiglie sempre di più nella condizione di ricercare e maturare convinzioni "fai da te" che non consentono una scelta consapevole e propriamente informata; per di più l'approccio basato sulla raccomandazione è sostenuto anche dall'Agenzia Europea di Controllo delle Malattie Infettive".



di Vega Colonnese
, M5S Camera.

"Restiamo francamente attoniti e sconfortati di fronte al contenuto dell'articolo pubblicato sul The Guardian, costruito a tavolino senza alcun confronto con i diretti interessati né analizzando il lavoro svolto in questi anni nelle istituzioni dal Movimento 5 Stelle. Articolo viziato già dalla frase iniziale, nella quale il M5S viene definito "anti-vaccinista". Da tempo, anche a mezzo stampa, abbiamo affermato e ribadito di non essere contro i vaccini e che la vaccinazione è importante. Abbiamo però posto dei punti fermi che riteniamo di buonsenso: in primis la nostra contrarietà all'obbligo-coercizione, che va contro l'articolo 32 della Costituzione italiana. In secondo luogo, contestiamo l'approccio: alla logica coercitiva contrapponiamo il principio di informazione, di maggiore coinvolgimento dei genitori per un accesso più consapevole ai vaccini, anche attraverso percorsi personalizzati per ciascun soggetto e una farmacovigilanza attiva. Ci sembra francamente un approccio serio verso un tema delicato che non può essere affrontato con superficialità".

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