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L'ultimo colpo di coda dell'abominevole lobby dell'auto questa volta non è bastato. O almeno non completamente a corrompere la posizione del Parlamento europeo. Oggi si sono infatti votati due rapporti che tracciano i confini dello scandalo Dieselgate, il risultato è buono, anche se non perfetto. Il primo è il sunto di quanto prodotto nella commissione d'inchiesta EMIS sulle emissioni inquinanti; il secondo la derivante legislativa della commissione IMCO per il mercato interno e la protezione dei consumatori.

COSA È SUCCESSO IN EMIS
Il MoVimento 5 Stelle, in entrambi i testi, è riuscito a introdurre le istanze dei cittadini. In EMIS, in particolare, sono state accolte le richieste che individuano un chiaro riferimento al risarcimento dei consumatori europei, trattati in maniera discriminatoria rispetto ai consumatori statunitensi. Il MoVimento 5 Stelle ha chiesto inoltre adeguate compensazioni anche per mezzo di class action, uno strumento purtroppo non ancora introdotto a livello europeo in modo uniforme ed armonizzato. La EMIS denuncia il completo fallimento del sistema attuale nel garantire auto pulite in circolazione, il rispetto dei limiti e la tutela della qualità dell'aria e della salute umana; individua chiare responsabilità e mancanze della Commissione Europea e degli Stati Membri e denuncia il comportamento di alcuni stati membri, tra cui in primis l'Italia che, in sede di comitati tecnici, hanno fatto di tutto per rallentare l'adozione del pacchetto RDE (i test reali su strada) e hanno spinto per ottenere fattori di conformità molto elevati ottenendo il raddoppio dei limiti per il NOx. Purtroppo sono stati eliminati (come descritto sotto anche per il legislativo di IMCO) i riferimenti ad un'agenzia indipendente che avrebbe dovuto avere il compito di effettuare test e un programma preciso e immediato contro i milioni di veicoli che non rispettano i limiti delle emissioni e continueranno a circolare per decenni inquinando il mondo in cui viviamo. Un'assurdità visto che la Commissione Europea ha sempre saputo dell'inganno e adesso vorrebbe mettere in infrazione quelle città europee che non rispettano i limiti d'inquinamento.

COSA È SUCCESSO IN IMCO
Anche per quanto riguarda il report derivante dalla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, è stata definitivamente bocciata la proposta di creare una nuova agenzia indipendente che avesse il compito testare e verificare i veicoli immessi in circolazione. È stato questo l'ultimo colpo di coda della lobby dell'auto. Il MoVimento 5 Stelle voleva che un organismo terzo e indipendente effettuasse un certo numero di controlli su strada, sui veicoli in circolazione. In modo da individuare le omologazioni non conformi, quelle rilasciate in maniera troppo generosa dalle autorità nazionali. Un sistema molto simile a quello statunitense, l'unico, sinora, a funzionare nella pratica, tanto da aver scoperto gli inganni della Volkswagen. Questo approccio avrebbe senz'altro blindato il sistema, ma il testo votato oggi è comunque un passo avanti verso una maggior tutela. Perché? I nuovi modelli di auto verranno controllati in più Stati, ogni paese dovrà controllare il 20% dei nuovi modelli di auto immessi sul mercato nell'anno precedente. Questo significa che un nuovo modello lanciato dalla Fiat in tutta Europa non verrà controllato solo in Italia ma in vari Stati europei. Fare accordi sotto banco con diversi Stati sarebbe senz'altro più difficile per le case automobilistiche. La possibilità d'ingannare si riduce. Inoltre, nessuno potrà più dire di non sapere: le rivelazioni di questi mesi sul #dieselgate hanno chiarito che erano in molti a sapere degli inganni della Volkswagen. Alcuni governi, come quello danese, chiedevano da tempo alla Commissione di aprire indagini, mentre all'interno dell'esecutivo erano in molti a sapere, ma a fare finta di non essere a conoscenza del problema. Con questo testo le cose cambiano. Esisterà un forum del quale faranno parte anche Ong, associazioni dei consumatori e rappresentanti del Parlamento Europeo, che avrà il compito di segnalare agli Stati e alla Commissione eventuali magagne. E stavolta, alle segnalazioni dovrà seguire un'azione immediata dell'esecutivo, che dovrà informare gli Stati e potrà effettuare test e ispezioni indipendenti.

ORA TOCCA AI GOVERNI CAMBIARE PASSO
Dal punto di vista tecnico è indispensabile sapere che sia la Direttiva sulla "Vendita e le Garanzie dei Beni di Consumo", sia la Direttiva sulle "Pratiche Commerciali Sleali" contengono forme di tutela dei consumatori in caso di non-conformità dei beni e di non corrispondenza con quanto dichiarato dal costruttore, specie se sotto forma pubblicitaria. Le due direttive danno la possibilità agli Stati membri di agire nei confronti di chi bara. Tant'è che l'Associazione Europea per la Difesa dei Diritti dei Consumatori sta agendo in questo senso informando i consumatori che si può chiedere la sostituzione del veicolo o si può richiedere l'annullamento o la risoluzione dell'acquisto dell'auto. Questo comporta la restituzione della stessa da parte del proprietario, che riceverà in cambio l'importo in denaro corrispondente, ma sarà risarcito anche del valore "affettivo", nonché degli interessi legali. Anche sul risarcimento danni in senso stretto esistono già delle sentenze pronunciate, come quella di Valladolid. Il MoVimento 5 Stelle invita il Governo italiano ad attivarsi immediatamente, visto che la palla ora torna nei confini nazionali, per risarcire tutti i consumatori truffati e le persone intossicate da una mostruosa lobby dell'auto che per troppi anni ha dominato sopra il volere dei cittadini.

La portavoce Eleonora Evi prima del voto sulla commissione EMIS:

Il portavoce Marco Zullo sul secondo report, prima della bocciatura dell'autorità indipendente:

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