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Nella Terra dei Fuochi si continua a morire. Stiamo facendo di tutto per porre fine a questa inaccettabile prevaricazione dei diritti fondamentali. La delegazione italiana del gruppo Efdd ha promosso una interrogazione orale al Commissario europeo all'Ambiente Karmenu Vella che è stato chiamato a rispondere in aula del comportamento dell'Unione europea.

Abbiamo chiesto se la Commissione europea sia "consapevole della situazione e se può indicare le opzioni strategiche per avviare la bonifica e fermare lo smaltimento dei rifiuti pericolosi". Vogliamo risposte! Questa iniziativa politica viene dopo il fruttuoso confronto lo scorso mese di marzo con il Commissario alla Salute Vytenis Andriukaitis che visiterà presto le aree campane della Terra dei Fuochi e avvierà un focus scientifico sulla mortalità infantile e sui problemi ambientali di quei territori.

VIDEO. Ascolta l'atto di accusa di Piernicola Pedicini sulla Terra dei Fuochi e la risposta del Commissario Vella.




di Piernicola Pedicini, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa.

"Commissario, noi oggi siamo qui per sottoporre all'attenzione delle Istituzioni Europee il tema tristemente noto con il nome di "terra dei fuochi". Parliamo cioè dell'emergenza ambientale e sanitaria in cui sono costretti a vivere più di 2 milioni e mezzo di abitanti in un'area di 57 comuni delle province di Napoli e Caserta, nel Sud Italia.

Da quelle parti sono stati individuati, fino ad ora, oltre 6.000 siti di smaltimento illegale in cui sono stati sversati, o bruciati illegalmente, oltre 10 milioni di tonnellate di rifiuti tossici, sia urbani che industriali, diventando così la principale fonte di inquinamento di una delle aree più compromesse d'Europa. Il quadro epidemiologico della popolazione residente in quella terra, presenta una serie di eccessi di mortalità e di ospedalizzazioni riconducibili al rilascio da rifiuti pericolosi o alla combustione di rifiuti.

La mortalità per tutti i tipi di tumore è cresciuta fino al 20%, in totale controtendenza con la riduzione della media nazionale degli stessi valori. L'infertilità maschile è cresciuta fino al 17% in più rispetto alla media nazionale. Emerge anche un quadro critico riguardo alla salute dei bambini con un eccesso di ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tipi di tumori e un eccesso di tumori del sistema nervoso centrale nella fascia di età che va dai zero ai 14 anni.

Nonostante ciò, continua l'ostracismo di tutti coloro che negano il nesso di causalità tra i veleni industriali e il cancro, facendo leva sulla difficoltà di stabilire scientificamente una correlazione, ragione per cui affermano che quel nesso non è confermato dalla scienza.
Eppure non c'è famiglia che non abbia avuto l'esperienza di uno o più casi di tumore e solo negli ultimi 20 giorni sono morti altri 8 bambini.

Adesso gli abitanti di quei luoghi hanno paura di bere l'acqua del rubinetto o di mangiare le verdure che coltivano nei loro terreni e, come se non bastasse, le produzioni agroalimentari hanno subito gli effetti devastanti di una pubblicità negativa che ha ulteriormente indebolito la già debole economia locale. Abbiamo tutti ricevuto il rapporto da parte della Rappresentanza Permanente Italiana presso l'Unione Europea con un messaggio rassicurante che illustra le azioni del Governo Italiano e di quello Regionale che sembrano finalmente indirizzate verso una soluzione definitiva. Il problema è che di messaggi rassicuranti ne abbiamo ascoltati per anni con il risultato che ancora oggi i roghi continuano a bruciare incessantemente.
Noi siamo qui per denunciare l'inutilità e l'inefficacia delle soluzioni fino ad ora adottate dalla politica regionale e nazionale in Italia.

E non sono valse a nulla le decine di inchieste giornalistiche, le denunce nelle Commissioni Parlamentari, gli esposti delle associazioni di cittadini e la conta dei morti nei cimiteri di questa terra avvelenata. Commissario, questo è il più grande avvelenamento di massa in un paese occidentale e le istituzioni Europee hanno il dovere di intervenire! Per questo ci chiediamo che cosa ha intenzione di fare questa Unione Europa per ridare una speranza a suoi cittadini? Ci chiediamo se davvero questa Unione Europea ha intenzione di dare la priorità al rispetto del diritto fondamentale alla salute dei propri cittadini!"


VIDEO. Nel suo intervento Rosa D'Amato ha ricordato le troppe zone inquinate del Sud Italia, trattato dal governo come la discarica d'Italia. Ecco le nostre proposte:




di Rosa D'Amato, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa.

"La Terra dei Fuochi é la situazione più drammatica del mio Paese, assieme all´ILVA di Taranto. Veri e propri avvelenamenti di massa a partecipazione pubblica. Sì, perché entrambi hanno una cosa in comune: lo Stato. Sulla Terra dei fuochi dal 1991 al 2013 sono state 80 le inchieste per traffico illegale di rifiuti tossici, 2000 le denunce, 500 le aziende coinvolte, 95 gli imputati "a vario titolo" tra cui disastro ambientale e omicidio plurimo colposo. Ovviamente prescrizione per tutti. Tra Caserta e Napoli, i decessi per tumori superano di gran lunga ogni media, nazionale e straniera.

Lo Stato conosce da anni la situazione, già a fine 2013 con un decreto per fronteggiare le emergenze ambientali e industriali aveva stabilito la necessità di fare degli screening sanitari per esser certo della correlazione tra morti e terra dei fuochi, come se ce ne fosse bisogno! Screening poi interrotti, perché le risorse sono state dimezzate. Un vero schiaffo per la popolazione di Casal di Principe! Ma il Governo nell'ambito della politica "svuota carceri" ha di fatto vanificato questo decreto e reso aleatoria la condanna per chi appicca veri e propri "roghi della morte".

Il Governo dimostra così di avere ignorato che il diritto all'ambiente è elemento costitutivo del diritto alla salute, che la Costituzione tutela in quanto diritto primario con il suo articolo 32, rendendosi ripetutamente moroso rispetto all'adempimento sia degli obblighi comunitari che costituzionali, nonostante i numerosi moniti della Corte di Giustizia Europea. E i cittadini pagano; e non solo con i 120.000 euro al giorno della multa europea ma con quanto di più importante hanno: la loro vita e quella dei loro figli. Il Governo deve fornire una prospettiva diversa agli abitanti delle aree contaminate, trasformando le criticità in opportunità.

Ed ecco le nostre proposte:

- della creazione di centri di ricerca internazionali che si occupino sia delle nuove tecnologie di bonifica che del processo decisionale per identificarle, centri guida per un settore in espansione.

- poiché in Italia, in Europa molti siti rimangono abbandonati ed inquinati senza che il responsabile sia individuato e bonificato, sia istituito un fondo europeo finanziato dalla industrie inquinanti, come il Superfund dell'EPA, in cui le aziende versano somme in relazione al loro impatto ambientale. Quindi i soldi per le bonifiche dei siti "orfani" o di aziende fallite sarebbero privati, applicando finalmente il principio di "chi inquina paga".

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