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L'8% di tutte le patologie alla pelle che colpiscono i cittadini europei sono causate da sostanze chimiche presenti nei vestiti fabbricati in Cina, Vietnam e Arabia Saudita. Fuori dall'Europa l'industria tessile spesso ignora le buone prassi di fabbricazione e i risultati sono evidenti: alcuni capi di abbigliamento analizzati dall'Associazione tessile e salute, in uno studio commissionato dalla Commissione europea, contengono ammine aromatiche cancerogene, coloranti allergenici, metalli pesanti, formaldeide. Le malattie dermatologiche sono in aumento anche a causa di queste sostanze!

La Commissione europea deve intervenire per difendere la salute dei cittadini ed evitare la circolazione di questi articoli di importazione pericolosi. Piernicola Pedicini ha presentato una interrogazione alla Commissione europea. Pretendiamo risposte chiare!



di Piernicola Pedicini
, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa

"Per fare chiarezza sulla problematica e tentare di bloccare la commercializzazione di indumenti pericolosi, ho presentato un'interrogazione in cui chiedo alla Commissione europea di spiegare come intende intervenire per evitare che in Italia e in Europa si continuino a vendere articoli di importazione realizzati con tessuti e sostanze nocive che mettono a rischio la salute di chi li indossa.

La questione è emersa dopo uno studio dell'Associazione italiana Tessile e Salute, che è stato realizzato, su richiesta della Commissione europea, a seguito di un regolamento della Ue emanato nel 2011.

Nell'interrogazione ho precisato che "lo studio realizzato dall'Associazione italiana Tessile e Salute rileva che circa 7/8% delle patologie dermatologiche che colpiscono i cittadini europei, sono causate dagli indumenti indossati, e che nel 100% dei casi, in cui è stato possibile individuare i capi d'abbigliamento causa di tali patologie, si trattava di articoli di importazione.

Il regolamento europeo sui capi di abbigliamento impone vincoli da rispettare e maggiori costi a chi produce in Europa ma non è altrettanto rigoroso sugli articoli importati. Pertanto, accade che molti articoli scartati da paesi quali Cina, Vietnam, Arabia Saudita, perché non conformi ai requisiti eco-tossicologici delle loro legislature, vengono importati e commercializzati in Europa".

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