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Aprile 2016: il Governo Renzi - tramite Pier Carlo Padoan - negozia con Bruxelles flessibilità tradendo gli italiani, accettando clausole di salvaguardia pesantissime in caso di fallimento nel risanare i conti pubblici. Il Bomba, per elargire qualche mancetta elettorale, si era impegnato a portare il deficit dal 2.3% nel 2016 all'1.8% già nel 2017 e quindi allo 0.9% nel 2018, e il debito pubblico da 132.7% del 2015 a 123.8% del 2019, con uno sforzo di bilancio superiore allo 0.5% del PIL sia nel 2017, sia nel 2018. Fino al raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2019.

Oggi scopriamo che il nuovo debito pubblico raggiunge livelli mai toccati: superati i 2.260 miliardi di Euro, con calo degli investimenti stranieri nei titoli di Stato italiani. Un dato che non fa ben sperare perché, visti i fallimenti del Governo italiano, Bruxelles starebbe chiedendo un'aumento dell'IVA, già negoziato in precedenza con Padoan. Qualora non si volesse intraprendere questa strada, arriveranno le cosiddette "misure compensative": la svendita del patrimonio pubblico e il programma di privatizzazione delle aziende di proprietà dello Stato e delle società partecipate (Enel, FS, Enav, Poste Italiane, Fincantieri e molte altre); la probabile revisione o cancellazione delle detrazioni e delle agevolazioni fiscali; o ancora una nuova "spending review" costituita da pesanti tagli lineari ai servizi e agli investimenti pubblici, con conseguente ulteriore deterioramento dei servizi pubblici e probabili licenziamenti. Parliamo di tagli alle spese delle amministrazioni centrali, degli enti previdenziali, degli enti locali e regionali, tagli al reddito del pubblico impiego, di blocco alla contrattazione collettiva e un altro del "turn-over" che rimanderà ancora la stabilizzazione dei precari.

Chi si comprerà tutto? I grandi portatori d'interesse stranieri, che spesso finanziano le campagne elettorali o le carriere nel meccanismo di porte girevoli e di conflitti d'interesse in cui si fonda questa UE, e che stanno ultimando la rapina in Grecia. Per chi non lo avesse ancora capito, la strategia è chiara e ben delineata: burattini come Renzi non hanno fatto altro che lavorare per banchieri, grandi aziende o fondi speculativi. Una frittata indigesta per i cittadini italiani che, come dessert, vede le folli scelte del Partito Democratico tra i banchi del Parlamento europeo. Un vero e proprio percorso nell'autolesionismo quando lo scorso febbraio (il debito pubblico era tornato fuori controllo segnando un altro record) il PD chiede la "integrazione delle pertinenti disposizioni del patto di bilancio nel quadro giuridico dell'UE" e "la piena attuazione dell'attuale quadro basato sul six-pack e del two-pack". Quindi d'integrare il Fiscal Compact nel quadro giuridico dell'Unione Europea, oltre che istituzionalizzare il MES e la Troika in varie forme. Tutto il contrario di quanto professarono in campagna elettorale.

Queste persone sono un pericolo per il Paese e per chi vuole un'Europa libera dal conflitto d'interessi. Ci stanno traghettando nell'oblio, nel modo più silenzioso possibile. Mentre tutti sono distratti dalle inutile polemiche che ogni giorno montano sui media di regime. È il momento di dire basta e mandarli tutti a casa.

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