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Che vittoria, Google rimborsa il fisco per 306 milioni di Euro! Peccato che ne ha elusi, secondo stime, quasi il triplo. Google, come Apple qualche mese fa, è una delle tante multinazionali che godono di accordi fiscali privilegiati con alcuni Stati membri dell'UE e non solo. Queste pratiche sono divenute palesi grazie al caso Luxleaks scoppiato in Lussemburgo nel 2014, il Paese che è stato guidato per 20 anni dall'attuale Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Ma anche altri paesi dell'Eurozona come l'Irlanda e l'Olanda di Dijsselbloem adottano tali condotte immorali.

Paesi Bassi, che tra l'altro, oltre a truffare legalmente invitando a porre le sedi fiscali delle multinazionali, generano ormai da anni (grazie all'Euro sottovalutato per la propria economia) un surplus eccessivo sulle partite correnti nella bilancia commerciale, mai sanzionato dalla Commissione europea. Il Movimento 5 Stelle vuole bloccare questa ingiustizia sistemica distorsione della concorrenza attraverso l'elusione fiscale internazionale e non accetta più assurdi condoni alle multinazionali. È inspiegabile come questa pratica sia ancora perseguita e che le grandi aziende dove i bonus e dividendi si sprecano se la cavino pagando solo una piccola parte delle tasse dovute (o meglio un'elemosina), mentre per i piccoli viene usato il pugno duro del fisco e del recupero crediti.

Oggi veniamo a sapere dai PM quello che già ripetiamo da anni, "Google Italia è in realtà una stabile organizzazione occulta direttamente asservita agli interessi economici del gruppo". I ricavi realizzati in Italia venivano imputati alla struttura irlandese come royalties facendo figurare Google Italy come "mero consulente". Per di più la sede di Dublino aveva "residenza ai fini fiscali alle Bermuda". Basterebbe farsi un giro in Lussemburgo per capire la montagna di Euro che ogni mese vengono sottratti dal fisco degli Stati membri e quindi dei cittadini.

Questa pratica danneggia in particolare il Bel Paese, dove il numero e la concentrazione di PMI è altissima, quasi quanto la pressione fiscale che grava su di esse. Invece di lottare contro un sistema elusivo che premia l'Olanda, Lussemburgo, l'Irlanda (solo per fare tre esempi nell'Eurozona), il Governo italiano in Europa non è mai riuscito ad essere incisivo nel placare queste cattive pratiche, forse ci viene da pensare, perché tanti dei rappresentanti politici potrebbero avere dei conflitti d'interessi con le multinazionali stesse, basti vedere il pauroso meccanismo di porte girevoli tra dirigenti del settore pubblico e privato.

La beffa ulteriore sta nel singolare sistema di "giustizia dell'Unione europea". Infatti, i Paesi di cui sopra, una volta messi sotto inchiesta dalla Commissione per aiuti di stato verso le grandi aziende, beneficiano dei proventi dell'evasione due volte. Come? Primo: incassano i soldi tramite i vergognosi accordi fiscali privilegiati. Secondo: scoperto l'inganno, la Commissione Europea sanziona le multinazionali per aiuti di Stato, costringendole a risarcire le tasse non pagate, ma sempre a quegli Stati che hanno beneficiato e incoraggiato il trattamento fiscale agevolato. Un meccanismo contorto è profondamente ingiusto verso i Paesi come l'Italia, che hanno subito elusione fiscale da parte di queste multinazionali operanti sul nostro territorio.

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