Festa del lavoro o del lavoro che non c'è?

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di Laura Agea
, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa.


"Oggi è la festa del lavoro in tutto il mondo. Celebrare una data significa saper tener fede a un impegno, quello di difendere, tutelare e far crescere, proteggendoli, i lavoratori. Purtroppo non è affatto così, mentre tutti celebrano, gli unici che proprio non ne hanno voglia sono loro: i lavoratori. I dipendenti di Alitalia, di Kflex, del Gruppo Novelli di Spoleto, solo per fare qualche recente esempio, e centinaia di migliaia di persone vivono ogni giorno l'insicurezza, la precarietà, il ricatto occupazionale.

Quando il governo si riempie la bocca con i dati in crescita, dovrebbe avere la decenza di raccontare perché i livelli di occupazione sono leggermente in crescita: l'anno scorso hanno lasciato il nostro Paese più di centomila giovani alla disperata ricerca di un'occasione migliore in altri Paesi, traditi da un'Italia che avrebbe dovuto sostenerli, incoraggiarli e valorizzarli a restare. Oggi questi giovani non festeggiano e il Governo dovrebbe dire che ci sono altrettanti uomini e donne che hanno perso la speranza di trovare un lavoro e hanno smesso di cercarlo, perché nessuno si prende l'onere di fare qualcosa di più e di farlo bene.

E allora cosa celebriamo? Proprio nulla, perché se dovessimo festeggiare sapete cosa dovremmo festeggiare? Il Jobs Act, che ha spazzato via anni di diritti conquistati a prezzo di sangue e lotte condivise, la legge Fornero, che ha generato decine di migliaia di "fantasmi" che vagano dopo anni senza avere nulla se non un nome "esodati", oppure i pensionati che si vedono anno dopo anno allontanare la possibilità di avere il diritto alla pensione.

Questo è il 1° maggio: un cumulo di macerie, di sofferenza e disperazione, quella dei quasi 10 milioni di poveri in Italia che non mettono insieme il pranzo con la cena, per i quali se il Movimento 5 Stelle chiede il Reddito di Cittadinanza è populista e demagogo.
Il Movimento 5 Stelle chiede dignità e lavoro per i cittadini e anche per questo, per la seconda volta, marcerà da Perugia ad Assisi il prossimo 20 maggio per chiedere un atto concreto e dovuto, poiché con le parole non si sfama un Paese, ma con politiche degne di questo nome sì.

A te, ragazzo che sogni il sole della tua Italia mentre servi un caffè a Londra, a te, esodato che oltre ad un'etichetta che ti hanno attaccato non hai nulla, a te lavoratore che sogni di andare in pensione dopo anni di fatica e lavoro, a te donna mamma e lavoratrice che perdi i tuoi diritti perché scegli di crescere tuo figlio, a te che osservi la tua azienda mentre viene chiusa e delocalizzata, che vorresti non cedere al ricatto occupazionale, ma che non hai scelta... a voi che nonostante questo non smettete di crederci, di lottare e combattere: non arrendetevi, non mollate, perché credeteci, il mondo che stiamo costruendo è un mondo fatto per voi, e con voi lo realizzeremo".

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