Finanza fuori controllo. Ma l'Europa si gira dall'altra parte

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La politica di coesione che riceve soldi attraverso strumenti finanziari oscuri sta diventando una bomba ad orologeria. Il Parlamento europeo continua a non ascoltarci, nonostante sia ormai evidente come il ruolo della finanza (chiamiamola oscura o creativa) sia sempre più preponderante. Tanto da controllare intere fette dell'economia dell'Occidente, come abbiamo svelato grazie al ruolo delle banche ombra. Nel corso dell'ultima plenaria il MoVimento 5 Stelle ha per l'ennesima volta avvertito l'emiciclo in vista di un voto sul rapporto inerente alle politiche di coesione, ma a vincere sono stati interessi che con i cittadini europei nulla hanno a che fare.

L'Europa si rifiuta di limitare il ricorso a strumenti finanziari pericolosi, continuando a sostenere la cosiddetta "normalizzazione" di elementi fortemente speculativi, con il rischio di creare anche nel contesto dei fondi europei possibili bolle finanziarie. In questo senso l'esempio del Piano Juncker ed il suo relativo potenziamento va nella direzione opposta dell'economia reale. Un altro elemento trascurato è relativo agli intermediari finanziari rispetto ai quali non sono ancora stati introdotti elementi di garanzia della loro solidità e di verifica rispetto alla corruzione e a possibili infiltrazioni di attività o gruppi criminali.

Siamo alle solite promesse, a risultati attesi in un futuro nebuloso, mentre nel frattempo si riempie il mercato con prodotti che possono alimentare una bolla speculativa, con effetti tossici proprio per le micro e le piccole e medie imprese. Continuando su questa strada ci ritroveremo con un colosso dai piedi di argilla, che da un lato sembra ammaliare il mondo della finanza, i Paesi membri e l'economia reale, ma dall'altro può crollare rovinosamente, trascinando con sé le aziende e la vita di milioni di cittadini europei.

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