Grecia, continua la macelleria sociale

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C'è un Paese all'interno dell'Unione Europea che continua ad essere massacrato e umiliato. Parliamo della Grecia e dell'ultimo accordo raggiunto ieri con le istituzioni comunitarie che parla di: nuovi tagli alle pensioni; abbassamento della soglia di esenzione fiscale; aperture domenicali di molti negozi. Naturalmente, la Troika (BCE, Commissione e FMI) ha già detto che, qualora non ci fosse impegno da parte dei greci, non si negozierà alcun allentamento dell'austerità. L'ennesimo assurdo ricatto. Ricordiamo che, dall'epoca del primo presunto salvataggio nel 2011, l'economia degli ellenici ha perso ben il 25% del PIL e ha subito tagli di spesa e aumenti di tasse per 70 miliardi di Euro. Una carneficina sociale orchestrata ad arte per spolpare uno Stato membro dell'UE.

Il portavoce Marco Valli: "È assurdo celebrare l'accordo tra creditori e greci, perché gli aiuti che riceveranno in cambio d'austerità (e privatizzazioni scandalose a prezzo di saldo) verranno veicolati per pagare interessi ai creditori stessi. Questa rapina ai danni di Grecia e ai Paesi del Sud prosegue da troppi anni. L'Eurozona si sta dimostrando sempre più chiaramente un progetto basato su logiche speculative all'interno di un'Unione Europea fondata nel conflitto d'interessi tra politica e mercato. L'Euro, il vincolo economico più grande sancito nei trattati, crea il contesto d'austerità, ricatto e crisi di debito sovrano, utilizzati per condizionare le scelte economiche degli Stati e di svendita dei beni pubblici. In un progetto molto lontano da quello auspicato dal buon senso comune. Un'Europa, insomma, molto lontana da quella che vorrebbero i popoli".

La portavoce Laura Agea: "Quello che doveva essere un accordo, che avrebbe dovuto portare la Grecia fuori dalla crisi, in realtà ha smantellato lo stato sociale, i diritti e le tutele dei cittadini. Ha tolto garanzie e sussidi. Ovviamente, ora è anche iniziata la svendita degli asset strategici. È stata mortificata quella che è l'essenza stessa di uno Stato sovrano. È ancor più vergognoso il comportamento successivo all'accordo, quasi a voler dire "se la Grecia farà i compiti allora forse verranno adottate misure per allentare l'austerità". La politica ricattatoria riversata sulla pelle dei cittadini e dei bambini (che in Grecia ancora si ammalano di rachitismo da malnutrizione) va contro ai principi fondanti di quella che era l'Unione Europea e della democrazia stessa".

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