M5S: "GLI ITALIANI PAGANO 4,5 MILIARDI DI EURO PER MIGRANTOPOLI"

M5S: "GLI ITALIANI PAGANO 4,5 MILIARDI DI EURO PER MIGRANTOPOLI"

Comunicato stampa

"Il business dei migranti costa ai cittadini italiani quasi 5 miliardi di euro l'anno. La quota cofinanziata dall'Unione europea è circa il 10% del totale, il resto arriva dalle tasche dei cittadini. Sono gli italiani stessi a foraggiare il business dell'immigrazione. Pretendiamo trasparenza nell'uso di tutti questi soldi. La stessa trasparenza la chiediamo alle ONG impegnate nel salvataggio delle vite umane nel Mar Mediterraneo. Dopo i dubbi sul loro operato sollevati da Frontex e dalle procure di Catania e Trapani, abbiamo chiesto e ottenuto una audizione al Parlamento europeo. Ascolteremo le ONG e faremo di tutto per fornire alla magistratura gli strumenti giuridici e investigativi per combattere al meglio la mafia che si cela dietro gli sbarchi e chi, anche indirettamente, la facilita", così hanno dichiarato gli eurodeputati M5S Laura Ferrara, Ignazio Corrao e Marco Valli durante una conferenza stampa al Parlamento europeo di Strasburgo, alla quale ha partecipato anche Luigi Di Maio, deputato M5S e vice presidente della Camera dei deputati.

"Il caso Migrantopoli non è l'eccezione: con Alfano al governo è la regola. Nel 2014, dopo una ispezione al Cara di Crotone, il M5S aveva presentato un esposto alle autorità competenti e all'ex Ministro dell'Interno Angelino Alfano. Avevamo denunciato già tre anni fa il marcio che si nasconde dietro il business dell'accoglienza. I centri di accoglienza - il caso Crotone con 68 arresti è solo l'ultimo - sono una gallina dalle uova d'oro per chi li gestisce e anche per mafia e 'ndrangheta. Alfano sapeva tutto, lo avevamo informato. Non può essere lui, da Ministro degli Esteri, a gestire l'emergenza senza fine dei migranti. Persino uno studio (redatto dai tecnici, non dai politici) del Parlamento europeo certifica il suo fallimento nella gestione dei migranti dicendo che con lui l'Italia ha mostrato: "impreparazione, mancanza di coordinamento, disorganizzazione, ritardi, burocrazia e in qualche caso pure malafede", hanno aggiunto gli eurodeputati.

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