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Oggi è una giornata importante per tutti i cittadini. Il Parlamento europeo ha approvato con 468 voti a favore il rapporto dogane scritto dal gruppo Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa. Grazie a questo rapporto sarà più facile difendere i porti italiani dalle frontiere colabrodo che danneggiano il Made in Italy.

Vogliamo che procedure e controlli siano omogenei e creino una competizione sana tra porti e aeroporti nei diversi Stati membri. Vogliamo combattere la contraffazione e difendere l'eccellenza del Made in Italy dagli attacchi della concorrenza sleale. Trattamenti diversi e non coerenti sono la principale causa di perdite economiche che ricadono su consumatori, lavoratori, indotto ed erario (mancanza di dazi doganali).
A tutto questo si aggiunge il problema della circolazione di merci contraffatte che entrano nel nostro Paese attraverso quelle dogane che "chiudono un occhio".

Abbiamo scritto questo rapporto insieme ai cittadini e grazie alle preziose segnalazioni degli operatori del settore, che abbiamo ascoltato durante il tour #RapportoDogane che abbiamo organizzato nei porti di Genova, Trieste, Taranto, Gioia Tauro e Palermo. Adesso la Commissione europea deve recepire queste indicazioni che arrivano dal Parlamento europeo.


VIDEO. Ecco l'intervento nella plenaria di Strasburgo di Tiziana Beghin.




di Tiziana Beghin, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa.

"Come tutti sapete in Europa non ci sono frontiere tra i vari Paesi, ma solo una grande frontiera comune per tutte le merci che arrivano dall'esterno. Le regole per varcarla dovrebbero essere le stesse ovunque, ma in alcuni punti questa frontiera è più debole che in altri e questa situazione crea una distorsione dei traffici commerciali dall'estero e un pregiudizio alle risorse finanziarie dell'Unione Europea.

La risoluzione di cui sono autrice, preparata con il prezioso contributo dei colleghi relatori ombra nella Commissione Commercio Internazionale, che voglio ringraziare tutti, è il primo documento parlamentare che mette nero su bianco questa situazione. Esistono porti europei dove i controlli doganali sono rigorosi e attenti e altri dove lo sono meno. E questa situazione crea una concorrenza scorretta tra spedizionieri, amministrazioni portuali e Stati che l'Europa non può più accettare.

Da una parte c'è il caso in cui la stessa normativa europea è rispettata, ma applicata diversamente in paesi diversi, dall'altra invece ci sono dei porti che corrono sul filo della legalità, o proprio non rispettano le regole, godendo della connivenza di una parte delle autorità nazionali. Ad esempio, un gigantesco scandalo è scoppiato qualche mese fa, quando è emerso che tonnellate di merce contraffatta cinese avevano varcato la frontiera europea nel Regno Unito, per poi riversarsi senza controlli in Francia e Italia dove hanno causato perdite per l'economia locale per oltre 4 miliardi di euro. Senza contare il pregiudizio alle entrate dell'Unione Europea, che ammonta a 2 miliardi di euro di mancati dazi doganali raccolti, dovuti al valore inferiore dichiarato.

Questa situazione mina le fondamenta della politica commerciale europea, che dovrebbe funzionare a beneficio dei cittadini dell'Unione, non causare loro danno. Nel momento in cui negoziamo trattati di libero scambio, nel momento in cui diciamo ai cittadini che non devono temere prodotti pericolosi per la salute o l'ambiente, dobbiamo essere certi di poter rispettare questa promessa e di poter controllare efficacemente le merci in entrata in Europa. Ma questo, purtroppo, non è il caso, perché l'Europa permette ad alcuni paesi di applicare diversamente le regole o di chiudere un occhio su parte del diritto comunitario.

Ecco perché nella nostra risoluzione chiediamo un intervento della Commissione per garantire l'armonizzazione dei controlli e l'uniforme applicazione del diritto, per identificare le differenze di trattamento tra gli operatori economici, per continuare il cammino dell'informatizzazione e interoperabilità dei database a livello europeo. Chiediamo inoltre alla Commissione di misurare l'impatto di queste diverse prassi doganali sui flussi commerciali in entrata e in uscita e di adoperarsi in sede OMC per promuovere l'attuazione dell'accordo internazionale sulla facilitazione degli scambi e di cooperare in materia doganale con i principali partner commerciali. Speriamo che la Commissione voglia seguire queste raccomandazioni. Se non vorrà farlo per i cittadini europei, come noi chiediamo, che lo faccia almeno per tutelare la concorrenza e per proteggere la dignità della politica commerciale".

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