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di Eleonora Evi, EFDD - M5S Europa

Durante questo ultimo anno ho avuto l'onore e l'onere di presiedere un gruppo di lavoro creato in seno alla commissione Petizioni per approfondire le problematiche che riguardano la tutela del benessere dei minori e che sono state sollevate da un numero sempre maggiore di petizioni inviate al Parlamento Europeo. In particolare abbiamo affrontato le pratiche discriminatorie nei confronti del genitore non tedesco messe in atto dallo Jugendamt in Germania (approfondisci qui), la pratica delle adozioni senza il consenso dei genitori in UK, la vicenda dei neonati rubati in Spagna e altre cattive pratiche segnalate dalle petizioni.

Dopo un anno di lavoro siamo giunti alla redazione del documento finale che comprende una parte fattuale descrittiva degli incontri avvenuti con degli esperti e delle raccomandazioni finali, che tentano di mettere in luce quegli ambiti in cui è necessario intervenire a livello europeo e a livello degli Stati membri per evitare il ripetersi di tali cattive pratiche in futuro. Un solo gruppo politico è sempre stato ostile a questo lavoro di approfondimento: Il gruppo dei Popolari PPE, il gruppo politico più grande del Parlamento Europeo, dove peraltro la componente tedesca è maggioritaria.

Hanno criticato aspramente molte delle decisioni prese all'interno del gruppo di lavoro, e hanno cercato di ostacolarne i lavori tentando di imporre la loro posizione, spesso anche in modo prepotente e arrogante, incapaci di accettare di essere in minoranza e, sul piano politico, sconfitti. Giunti alla redazione del documento finale, nella fase di emendamento del testo, un gruppo, il gruppo ALDE, ha presentato 22 emendamenti per cancellare i 22 paragrafi che compongono il testo e questi 22 emendamenti sono stati firmati anche dalla presidente della commissione Petizioni Cecilia Wikstrom. Un'azione molto grave fatta proprio da chi dovrebbe avere un ruolo di garanzia a tutela della commissione Petizioni e che invece ha voluto disconoscere e disprezzare il lavoro fatto durante un intero anno dal gruppo di deputati del working group creato ad hoc nella Commissione che lei stessa presiede. Di fatto, la Presidente ha confermato di essere la stampella del gruppo del popolari, pronta a difendere l'indifendibile e addirittura a travisare la realtà dei fatti. Fortunatamente questo tentativo non è andato a buon fine ed il sabotaggio è stato scongiurato da una netta maggioranza.

Questa relazione, basata su analisi dettagliate fornite da esperti invitati, può essere considerata una risposta istituzionale chiara per salvaguardare i diritti di tutti i cittadini che hanno denunciato ripetutamente pratiche e procedure discriminatorie attraverso le petizioni. Il testo invita gli Stati membri dell'UE a migliorare la qualità dei loro servizi sociali e deplora profondamente l'impatto negativo che i tagli di bilancio causati dalle misure di austerità abbiano inflitto ad alcuni di questi servizi in vari paesi.

Gli Stati membri dovrebbero anche designare camere specializzate all'interno dei tribunali o organismi di mediazione transfrontalieri. Inoltre, i dati statistici sulle adozioni senza consenso genitoriale (che coinvolgano genitori stranieri) devono essere raccolti e resi pubblici. Infine, la relazione ribadisce l'enorme numero di petizioni ricevute dalla commissione per le petizioni del Parlamento sulla presunta discriminazione dei genitori stranieri nell'ambito del sistema Jugendamt tedesco e invita le autorità tedesche a offrire una piena cooperazione a livello UE per chiarire l'intera situazione.

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