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di Piernicola Pedicini, EFDD - M5S Europa

Ho richiesto un'analisi approfondita sui sussidi alle fonti fossili alla commissione ENVI per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo. Il dossier è stato pubblicato dalla Direzione generale per le politiche interne - Dipartimento tematico A: Politiche economiche e scientifiche. Per chi volesse approfondire, lo trova qui.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, nel 2015, i sussidi alle fonti fossili sono stati di 5.300 miliardi di dollari. Stiamo parlando del 6,5% del PIL mondiale e più della spesa sanitaria complessiva di tutti i Paesi del mondo.

In Italia i sussidi alle fonti fossili in rapporto al PIL si collocano allo 0,63%, laddove la media europea è di 0,17% e 0,20% per gli Stati Uniti. Il Fondo Monetario Internazionale parla di 13 miliardi di euro destinati al consumo o alla produzione delle fonti fossili, mentre Legambiente e InfluenceMap hanno individuato 14,8 miliardi di euro l'anno di sussidi diretti o indiretti che vengono distribuiti tra aziende petrolifere, autotrasportatori, centrali per fonti fossili e imprese che richiedono molta energia. Queste attività stanno contaminando l'aria a discapito della nostra salute.

Il Climate Action Network ha assegnato polemicamente il "Premio per i sussidi alle fonti fossili" peggiori e l'Italia si posiziona tra le prime cinque candidate nella competizione sulle "tasse sporche". Questo riconoscimento lo dobbiamo alla riduzione dell'accisa sul gas naturale impiegato per l'estrazione di idrocarburi, che è costata 54 milioni di euro in due anni ed ha favorito l'estrazione dei combustibili fossili e ridotto i costi di estrazione per le lobby petrolifere.

Noi siamo convinti che questi fondi possono essere impiegati in modo decisamente più efficace. Vogliamo portare l'Italia verso un futuro diverso, nel quale sostenibilità ambientale e indipendenza energetica non saranno più un'alternativa, ma una realtà.

L'International Energy Agency stima che anche una parziale eliminazione delle sovvenzioni ai combustibili fossili entro il 2020 ridurrebbe le emissioni di gas a effetto serra di 360 milioni di tonnellate, il che equivale al 12% della riduzione delle emissioni di gas necessaria a contenere il surriscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi. Il nostro programma energetico parte dall'efficienza energetica per poi arrivare progressivamente, entro il 2050, alla completa eliminazione di carbone, petrolio (fuori entro il 2040) e gas, che verranno sostituiti da solare, fotovoltaico, eolico, idroelettrico e bioenergie.

Non si può più rimandare: è necessario eliminare i sussidi alle fonti fossili e spostare le risorse verso le energie rinnovabili e l'efficienza energetica. E proprio efficienza energetica e fonti rinnovabili saranno i temi cardine della Settimana Europea per l'energia Sostenibile, evento promosso dalla Commissione europea che si svolgerà dal 19 al 25 giugno in tutta l'Ue. L'evento prevede varie iniziative, quali l'assegnazione di premi a progetti nel settore energetico particolarmente innovativi, la conferenza (dal 20 al 22 Giugno a Bruxelles) nel corso della quale saranno affrontati i principali argomenti della politica energetica europea e gli Energy Days, che si svolgeranno nei Paesi UE. Si tratta di eventi no profit organizzati da organizzazioni pubbliche e private locali, incentrati sui temi dell'energia sicura, pulita ed efficiente.

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