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Gli europarlamentari si finanziano il loro 'cocktail bar' con i soldi dei cittadini. Il Parlamento europeo ha tre sedi (a Bruxelles, Strasburgo e in Lussemburgo) e offre una pensione privilegiata ai propri membri eppure, anziché tagliare gli sperperi, ha deciso di aumentarsi i lussi finanziando la ristrutturazione di uno storico edificio che diventerà sede per incontri con i lobbisti. Adesso basta. I soldi dei cittadini sono sacri. Questi Signori sono gli stessi che hanno imposto l'austerity a milioni di cittadini.

Nelle prossime settimane approfondiremo il tema degli sprechi nelle Istituzioni europee.


traduzione di un articolo pubblicato su Politico.eu

"Il Parlamento europeo sta pianificando una spesa di 1,9 milioni di euro per la costruzione della "Casa dei cittadini", ma i critici lo hanno già etichettato come il "cocktail bar" dove i deputati europei incontrano i membri del partito, le ONG e i lobbisti. In un documento redatto dal segretario generale del Parlamento Klaus Welle, che è stato visionato da POLITICO, c'è scritto che il progetto prevede la conversione di una dimora privata del XIX secolo in un "luogo di discussione a sei camere per ospitare i cittadini e gli eventi europei", dove i deputati possono incontrare i membri della società civile. I deputati hanno discusso questo nuovo progetto a marzo, durante una riunione a porte chiuse, e potranno così ampliare le strutture del Parlamento europeo a Bruxelles.
Il progetto è stato presentato con l'obiettivo a lungo termine di avvicinare l'istituzione ai cittadini dell'UE. "L'idea è quella di offrire nuovi punti di ritrovo per consentire ai visitatori, cittadini e giornalisti di scambiare contatti e idee", si legge nel documento. L'edificio prevede anche una caffetteria, una cucina, una terrazza e un nuovo "giardino per l'inverno". "Il Parlamento si impegna a rendere il giardino accessibile al pubblico", si attesta nel documento.

Ma i critici dicono che in pratica la Casa funzionerà come un club privato per i deputati e i lobbisti perché le stanze saranno "adatte per l'organizzazione di incontri e eventi che coinvolgono un piccolo numero di partecipanti" e verranno prenotati tramite il sistema informatico centrale del Parlamento. "Klaus è ansioso di aumentare il profilo istituzionale e il raggio d'azione del Parlamento europeo, cosa che spesso implica ulteriori spese", ha dichiarato Andrew Duff, un ex deputato liberale e attualmente impiegato all'European Policy Centre, un think tank con base a Bruxelles. Per Duff sarebbe stato molto "strano" se la sede non fosse stata aperta ai cittadini comuni.

Altri meno riservati sostengono che la dimora del XIX secolo in realtà "è un cocktail bar". Così sostiene un funzionario del Parlamento che conosce bene il progetto. "Le persone che lo utilizzeranno sono persone già pagate dal Parlamento per visitare i propri deputati", così dice. (I deputati europei hanno fondi stanziati per pagare i viaggi ai propri membri del partito che intendono visitarli a Bruxelles, questi sono spesso considerati come viaggi di piacere pagati a eventuali alleati politici). Un altro funzionario del Parlamento ha ridicolizzato questa proposta sostenendo che "tramite l'idea di avvicinare i cittadini al Parlamento si maschera invece il più costoso rinnovo immobiliare d'Europa".


SCETTICISMO SULL'ACCESSIBILITÀ

Anthony Venables, ex direttore della ONG European Citizen Action Service (ECAS), che attualmente guida la Maison des Association Internationales (MAI), un centro congressuale senza scopo di lucro, ha accolto con favore l'idea di Welle che mira a dedicare un posto di ritrovo per i cittadini "tra tutti i prestigiosi edifici istituzionali del quartiere europeo". Ma Venables è scettico che il piano Welle possa raggiungere questo obiettivo. "Questo progetto farà una vera differenza solo se sarà costruito dai cittadini per i cittadini", sostiene Welle. "Lo spazio dovrebbe essere accessibile a chiunque sia fisicamente che online".

Elizabeth Morin-Chartier, uno dei cinque questori del Parlamento che si occupano dei bisogni finanziari e amministrativi degli eurodeputati, ha definito la ristrutturazione "una buona idea". La nuova sede, ha detto, compenserebbe la mancanza di punti di ritrovo in Parlamento e ridurrebbe "il divario tra i residenti del quartiere europeo e le istituzioni europee". Morin-Chartier sostiene anche che così si potrebbe rendere lo spazio più accessibile ai bambini. "Ho notato che i bambini sono i più entusiasti quando parliamo di Europa", ha detto.

Con 27 edifici e più di 1 milione di metri quadrati suddivisi tra Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo, il Parlamento ha effettuato investimenti senza precedenti negli ultimi anni. A Bruxelles è proprietario della maggior parte degli edifici che occupa, 16 per precisione, con più di 610.000 metri quadrati di spazio.

Nel 2011 è stato aperto nella sede di Bruxelles il Parlamentarium, un centro visitatori di 5.400 metri quadrati costato 18,5 milioni di euro. Il Parlamentarium cerca di ricreare per i visitatori l'esperienza di essere un legislatore europeo. Più di recente, all'inizio di Maggio, il Parlamento europeo è entrato nel business dei musei con l'apertura della Casa di storia europea costata 56 milioni di euro. Oltre al piano Welle, l'assemblea è anche in trattativa con lo Stato belga per acquisire la prestigiosa biblioteca "Solvay" di Art Nouveau a Leopold Park di Bruxelles e trasformarla nella biblioteca del Parlamento europeo.



L'IDEA DEI DEPUTATI


L'idea di costruire una "Casa dei cittadini" è stata partorita nel 2015 da Rainer Wieland, un deputato conservatore tedesco e uno dei vicepresidenti del Parlamento responsabile del gruppo di lavoro relativo agli edifici, i trasporti e il Parlamento verde. Questo progetto si è concretizzato lo scorso anno quando il Parlamento, in collaborazione con lo Stato belga, ha acquisito la casa del XIX secolo appartenuta al pittore, scultore e scrittore Antoine Wiertz. Secondo i termini del contratto, il Parlamento europeo ha pagato 1 euro per il contratto di locazione che avrà una durata 50 anni in cambio dell'assunzione dei costi di manutenzione dell'edificio e dei giardini annessi. Le condizioni del contratto con lo Stato belga sono invece "in fase di conclusione", così dice la nota interna.

Secondo la nota scritta da Welle all'ufficio di presidenza, che comprende 14 vicepresidenti del Parlamento e sovrintende i compiti amministrativi del Parlamento, 1,9 milioni di euro di costi stimati riguarderebbero "tutti i lavori necessari, tra cui la ristrutturazione della casa e la riabilitazione dei giardini". Dato che l'affitto è stato fissato simbolicamente al prezzo di 1 euro, "non è previsto alcun costo di locazione", anche se i costi del personale, della sicurezza e di manutenzione sarebbero aggiuntivi. Secondo i verbali dell'incontro dell'Ufficio di presidenza di marzo, un partecipante, David Sassoli, deputato italiano e vicepresidente della Camera, ha dichiarato che il costo era un "investimento molto modesto" per un edificio che il Parlamento avrebbe a disposizione per cinque decenni.

Tramite ad un altro documento ottenuto da POLITICO si conferma che il Parlamento ha già speso quasi 200.000 euro per coprire i costi degli studi di pre-rinnovamento. A quanto pare l'istituzione acquisterà la casa dopo la scadenza del contratto d'affitto. Intervistato da POLITICO, Welle ha rifiutato di rilasciare alcun commento. Ma Marjory Van Den Broeke, capo dell'unità di comunicazione del Parlamento, ha dichiarato che i vari progetti "sono attualmente in fase concettuale".

"L'idea è quella di creare un luogo informale che ospita eventi culturali, incontri e dibattiti per visitatori, cittadini e giornalisti. Il giardino, che attualmente non è aperto al pubblico, sarà reso accessibile, soprattutto per le persone che vivono nel quartiere ", sostiene Van Den Broeke. Diversi funzionari dicono che l'attuale presidente del Parlamento, Antonio Tajani, sostenga il progetto e ha affermato di credere che si adatti anche al suo obiettivo di rendere il Parlamento più vicino ai cittadini".

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