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Lo ripetiamo da tre anni e più, dal giorno in cui abbiamo messo piede all'interno del Parlamento europeo. La gigantesca riforma dell'unione bancaria messa in piedi dai paesi nordici dell'UE (e con l'avvallo dei compiacenti Governi italiani) non va ad affrontare le cause delle crisi bancarie. È raccapricciante che Mario Draghi ammetta oggi, a denti stretti, che "ci sono stati molti episodi che si sono sviluppati in un modo che gli autori della direttiva brrd (sul bail-in) non avevano previsto". Una confessione utilizzata ad arte per legittimare il bail-out mascherato sulle venete, dove a pagare saranno i contribuenti italiani. Solo questo dato rende l'idea di come l'Europa fosse, è, e sarà impreparata ad affrontare le sfide che si presenteranno quando il ciclo economico ci presenterà altre grandi crisi. L'attuale sistema del'Eurozona, infatti, non prevede e non prevederà mai una banca centrale che in caso di necessità sia dotata di strumenti per reagire fingendo da garante d'ultima istanza. Rappresenta perciò una forte minaccia per la stabilità questo sistema bancario basato sul modello di banca universale. Una garanzia dei depositi unica e armonizzata a livello europeo, ovvero il cosiddetto terzo pilastro dell'Unione Bancaria, non è ancora stata realizzata a causa dell'opposizione proprio dei falchi tedeschi. Secondo la loro assurda logica egoistica, non intendono pagare per le crisi delle banche commerciali del Sud. Nonostante quest'ultime siano fortemente esposte e scontino gli effetti distruttivi di anni di austerità e svalutazione interna su occupazione, consumi e attività produttive. È un cane che si morde la cosa, in quanto la situazione devastante in cui risiede l'economia italiana (per fare un esempio) è frutto proprio della miopia sulla governance dell'Eurozona in generale: una moneta unica per 19 economie diverse (che blocca in un regime di cambi fissi le politiche monetarie) e mostruosi surplus commerciali mai arginati da parte, sempre, di Germania e Olanda.

Come vi avevamo già spiegato in questo post, il MoVimento 5 Stelle (gruppo EFFD) da quando è entrato nelle istituzioni ha sempre studiato i provvedimenti con molta attenzione e si è sempre opposto duramente alle regole europee, che avrebbero penalizzato il sistema bancario italiano, i risparmiatori e i contribuenti. Ci hanno sempre attaccato dandoci dei populisti o degli euroscettici, la verità è che gli unici rimasti a difendere gli interessi dei cittadini comuni siamo noi. Da questo punto di vista, nella seconda metà del 2017 si giocherà l'ennesima fondamentale partita nelle istituzioni europee con la revisione della direttiva BRRD (ovvero quella che contiene il famigerato bail-in) e della CRR (il regolamento relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento). Parliamo quindi dei due provvedimenti comunitari che regolamentano rispettivamente le risoluzioni bancarie e i requisiti di capitale. Il MoVimento 5 Stelle sta già proponendo misure per stralciare il bail-in e orientare i requisiti di capitale verso i prodotti finanziari, invece che sul credito all'economia reale. Vedremo il Governo targato PD che scelte farà, se stare ancora una volta con gli speculatori contro gli italiani o seguire la nostra linea politica. Nel frattempo, il MoVimento 5 Stelle ha anche deciso di tutelare migliaia di risparmiatori danneggiati attraverso un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, poiché ogni cittadino ha diritto al rispetto dei suoi beni e il diritto di proprietà si applica anche con riferimento alle azioni ed alle obbligazioni bancarie. Il ricorso è finanziato coi tagli degli stipendi dei portavoce. Compila anche tu, come altri migliaia risparmiatori truffati, il modulo nel sito seguendo il link.

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