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"L'esperienza dimostra che in Germania, quando un giornalista scrive di mafia, viene querelato e perde la causa. Sempre. Questo è un problema chiaramente, perché c'è un'autocensura da parte dei giornalisti, e anche dalla parte delle redazioni, che rinunciano a fare informazione sulla mafia in Germania. Dunque è un grande problema, viene sempre querelato il giornalista e la redazione separatamente, come nel mio ultimo caso in cui mi sono ritrovato con le spese della querela da sostenere da sola.

Questo deve avere un significato anche per gli altri giornalisti, colpire uno per educarne cento. Io non conosco nemmeno una causa in Germania in cui un giornalista che ha scritto di mafia abbia poi vinto la causa. Il reato di associazione mafiosa non esiste in Germania, ma ovviamente i colleghi che hanno scelto di pubblicare come me inchieste su questo fenomeno hanno citato fonti della polizia e rapporti di magistrati. Ma per i giudici civili non è bastato, perché manca una sentenza definitiva, e quindi la persona non si può nemmeno nominare. A Lipsia è stato fatto un film in cui si parlava di un "soggetto" descritto con un nome inventato per mantenere l'anonimato: nemmeno questo è bastato, perché il soggetto, riconoscendosi, ha sospeso e cancellato il film.

I giornalisti che denunciano la mafia sono costantemente querelati dai cosiddetti imprenditori di successo italiani, che vivono in Germania da tanti anni. Che hanno business come (in gran parte) le gastronomia. Le roccaforti della mafia in Germania sono le ex zone industriali, come la regione delle Ruhr, Monaco e anche Stoccarda. E nell'Est della Germania".

Il MoVimento 5 Stelle si sta battendo in Europa per debellare la mafia anche oltre confine. Lo scorso ottobre la commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari interni ha approvato un rapporto affidato al Movimento 5 Stelle, scritto con tutti voi su Rousseau, e per la prima volta nella storia europea è stato definito in maniera chiara e forte il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. "L'associazione avviene quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti" - si legge nel rapporto M5S approvato - questa è la stessa definizione di associazione di tipo mafioso disciplinata nel codice penale italiano: l'articolo 416 bis introdotto dopo l'assassinio del generale Dalla Chiesa, e magistralmente applicato dai giudici Falcone e Borsellino per mettere alla sbarra e decapitare la cupola mafiosa nel maxiprocesso degli anni '80.

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