Pescatori italiani in crisi per colpa del governo: le nostre proposte

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Dall'Europa arriva una doppia mazzata per la pesca italiana
. In due distinti rapporti, la Commissione e la Corte dei Conti europea, hanno criticato duramente il controllo della pesca in Italia: scarsa attendibilità delle informazioni nei registri di pesca, pescherecci vecchi e senza sistema satellitare di controllo, errori nei controlli incrociati fra dichiarazioni di sbarco e note di vendita. Questi problemi possono mettere a rischio la salute dei consumatori, perché sono stati rivelati livelli troppo alti di sostanze inquinanti: si pesca anche in acque inquinate, dove non si dovrebbe. Senza i dati di pesca si favoriscono la pesca illegale e i furbetti. Le vittime principali sono proprio i piccoli pescatori.

L'Italia potrebbe rischiare una sanzione e la colpa è tutta del governo italiano (e in particolare del Sottosegretario con delega al comparto della pesca marittima e dell'acquacoltura Giuseppe Castiglione) che ha svenduto il nostro mare alle grandi flotte straniere lasciando da soli i pescatori italiani a gestire e rispettare gli esigenti regolamenti europei. I pescatori non possono pagare gli errori dei politici. L'Europa non li punisca.

Il settore della pesca italiana è caratterizzato da barche di piccole e medie dimensioni che soffrono la concorrenza delle grandi flotte spagnole, danesi e thailandesi (quest'ultime praticano una pesca insostenibile e senza rispettare le regole). A Roma si tutelano solo gli interessi delle grandi lobby. Chiediamo il varo di piani regionali di pesca con l'aggregazione in distretti e consorzi per lo sviluppo e la promozione della filiera (esempio di eccellenza è il distretto del Gambero Rosso di Mazara che riesce a raggiungere quotazioni fino a 2 mila €/KG).


LE COLPE DEL GOVERNO

di Rosa D'Amato
, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa

"Il rapporto della Corte dei Conti europea mette a nudo la grave ignavia amministrativa del nostro governo. L'Italia non solo non ha avviato le procedure per i controlli sulla capacità di pesca, ma è l'unico Paese a essere accusato di non avere informazioni attendibili nei registri. Inoltre, una parte cospicua della flotta è priva del sistema satellitare, non abbiamo dati sulle catture o gli sbarchi per i pescherecci di lunghezza inferiore a 10 metri e sono state dichiarate tonnellate di pesce catturate senza indicazione dell'area di pesca. Insomma, una tragedia!

Le politiche europee sono restrittive e devono essere cambiate. Se non lo si fa e i controlli latitano, si favoriscono i più furbi a danno degli operatori onesti, provocando inoltre uno sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche e danni all'ambiente marino, con ricadute non solo per l'intero comparto ma anche per i cittadini.

Il gruppo Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa è riuscito a far approvare una risoluzione in cui si chiede l'attuazione dell'obiettivo di sviluppo sostenibile per gli oceani, anche per porre fine a una certa diversità di trattamento tra la pesca nel Mediterraneo e negli oceani che abbiamo più volte contestato. Per quanto ci riguarda, siamo pronti a contrastare qualsiasi eccesso burocratico nei confronti dei nostri piccoli pescatori, ma al contempo daremo battaglia contro ogni forma di illegalità e abuso. Il governo latita e i piccoli pescatori sono vittime due volte, della riforma della pesca e della mancata attuazione della stessa".


DIFENDIAMO LA SALUTE DEI CITTADINI

di Piernicola Pedicini, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa

"Il rapporto della Commissione europea pubblicato il 29 maggio scorso ci lascia solo parzialmente soddisfatti, perché se da un lato riconosce che in Italia esiste un sistema di controlli ufficiali dei prodotti della pesca che in generale è conforme ai requisiti UE, dall'altro evidenzia alcune debolezze che devono essere corrette.

Per esempio, la Commissione critica il campionamento che viene effettuato quando si controllano i livelli di idrocarburi policiclici aromatici, e in generale il fatto che la guida preparata dal Governo con l'accordo delle Regioni e relativa ai nuovi controlli ufficiali sulla pesca non è ancora stata implementata a livello regionale.

La nostra preoccupazione è per la salute dei cittadini italiani che durante il 2014 e 2015, come riferisce lo stesso rapporto della Commissione europea, sono stati esposti a livelli troppo alti di istamina in tonno, acciughe e sgombri e a quantità eccessive di mercurio o cadmio nel tonno, nel pesce spada e nel marlin. Per il bene del nostro mare e la salute dei consumatori, chiediamo controlli efficaci e tempestivi".

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