Terremoto: finito il vergognoso tira e molla sugli aiuti europei

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Finalmente il Parlamento europeo ha messo la parola fine al vergognoso tira e molla sugli aiuti per le popolazioni colpite dal terremoto. A larga maggioranza, è stato approvato il provvedimento che prevede il cofinanziamento per la ricostruzione sino al 95% dei territori del Centro Italia distrutti dal terremoto.

Pur denunciando i colpevoli ritardi e il taglio del 5% del cofinanziamento rispetto alla proposta iniziale, il gruppo Efdd - MoVimento 5 Stelle ha votato a favore del provvedimento per senso di responsabilità. La nostra proposta era il cofinanziamento al 100%, il nostro sì a questo compromesso nasce per dare una risposta immediata a centinaia di migliaia di cittadini che stanno aspettando gli aiuti europei. La ricostruzione deve iniziare subito! Per colpa del blocco della Germania in sede di Consiglio si è già perso troppo tempo. Il loro comportamento è stato vergognoso, indice dell'egoismo e della miopia di questa Europa. Lo ammette persino la Commissione europea con un duro intervento in aula di Corina Crețu, Commissario europeo per la politica regionale.


VIDEO. Nessuno aveva mai avuto il coraggio di attaccare così duramente in una sede europea la Germania.




Adesso, dopo il via libero ufficiale del Consiglio, potranno iniziare le riprogrammazioni dei fondi europei per progetti di ricostruzione. Toccherà al governo italiano e alle Regioni mettere in campo progetti di ricostruzione efficaci per un valore di 1 miliardo di euro. Vigileremo perché non venga sprecato un solo euro! Così come è successo per i fondi dell'Ue per la prevenzione dalle catastrofi naturali destinati al nostro Paese dopo i terremoti de L'Aquila e dell'Emilia, come denunciato in una interrogazione del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati.


VIDEO. Laura Agea denuncia i ritardi europei nell'erogazione degli aiuti.




Per Rosa D'Amato, unica rappresentante italiana del Parlamento europeo che ha partecipato ai negoziati fra Commissione, Consiglio e Parlamento europeo: "anche se in ritardo le Istituzioni europee hanno fatto la loro parte, adesso il governo e le Regioni si devono adoperare per non sprecare l'opportunità di creare un asse specifico sulla ricostruzione. Bisogna ascoltare i veri bisogni del territorio, utilizzando i fondi europei per i cittadini".

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