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Attraverso la "EU Action for Sustainability" l'Unione Europea avrebbe dovuto intraprendere le azioni per realizzare l'agenda delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (OSS) al 2030. È stata l'ennesima occasione persa, soprattutto vista la risultante del voto di ieri a Strasburgo e la scarsa propensione degli Stati membri. Il MoVimento 5 Stelle aveva indicato la giusta strada da seguire nella commissione competente del Parlamento europeo, la ENVI. Come spesso accade, però, alla prova della plenaria è emersa l'ipocrisia dei grandi gruppi e il classico imbarazzante inciucio tra popolari/socialisti che:

- hanno affossato gli emendamenti M5S sugli inceneritori. Chiedevamo l'abbandono dell'incenerimento dei rifiuti e del loro conferimento in discarica, perché contrari ai principi dell'economia circolare. Come indicato, in particolare, dalla Comunicazione della Commissione del gennaio 2017 in materia di "Waste-to-Energy" che raccomanda di eliminare qualsiasi forma di sostegno pubblico al recupero di energia dai rifiuti;

- hanno svuotato le parti della relazione in cui veniva indicata la responsabilità dell'agricoltura industriale (quale ostacolo al raggiungimento degli OSS), nonché tutte le parti della relazione sul ruolo che la cultura e l'educazione devono svolgere;

- hanno eliminato le parti della relazione targate M5S in cui si riconosceva l'impatto negativo del consumo di carne rossa sulla salute e sui cambiamenti climatici (un grande numero di studi dimostra l'impatto devastante dell'agricoltura e dell'allevamento intensivo sulle emissioni di gas a effetto serra).

Un vero peccato, soprattuto perché - come detto - il lavoro e le posizioni approvate in commissione ENVI andavano nella giusta direzione. La portavoce Eleonora Evi aveva ottenuto ottimi risultati, in particolare:

- critica generale: alla comunicazione della Commissione su questo tema, poco ambiziosa, priva di concretezza e di misure correttive per invertire il trend negativo rispetto a molti obiettivi;

- partecipazione: coinvolgimento attivo dei cittadini nella Piattaforma che verrà creata affinché i portatori di interessi partecipino alla realizzazione e al monitoraggio degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

- critica al sistema di produzione e consumo sotteso all'economia globale (insostenibile per la grande produzione di rifiuti, la pressione eccessiva sulle risorse esauribili) e necessità di sottoporre i prodotti e i servizi alla valutazione del loro ciclo di vita per misurare la loro sostenibilità;

- biodiversità: occorre che la Commissione e gli Stati completino al più presto la designazione dei siti Natura 2000, la più importante rete ecologica europea;

- suolo e foreste: la Commissione deve proporre in via prioritaria norme comuni contro il consumo ed il degrado dei suoli (in linea con la ICE "People4Soil") e proporre al più presto il Piano d'azione dell'UE contro la deforestazione (promesso, mai realizzato);

- clima: ribadita la necessità di contenere il riscaldamento globale entro a 1,5° e di ambire ad un'Unione ad emissioni zero al 2050, in linea con Accordo di Parigi;

- settore delle acque: garantire il trattamento e il riutilizzo sicuro delle acque reflue urbane, il linea coi principi dell'economia circolare e fare di più per garantire l'accesso all'acqua potabile, attualmente negato al 2% della popolazione europea;

- transizione verso un'industria che corrisponda ad un modello economico e sociale sostenibile: fare uso delle tecnologie migliori e pratiche di produzione in grado di assicurare i più alti standard ambientali, la creazione di posti di lavoro sicuri, stabili e sostenibili;

- affrontare in via prioritaria la riconversione industriale dei siti inquinanti che in molte regioni d'Europea causano inquinamento ed espongono i cittadini a gravi rischi per la salute;

- azione esterna dell'UE e flussi migratori: i fattori ambientali sono una delle cause delle migrazioni, l'EASS, la Commissione e gli Stati membri devono interagire coi paesi terzi per ridurre le emissioni attraverso la promozione delle energie rinnovabili;

- risorse economiche dell'UE: necessità di riorientare il bilancio delle istituzioni verso l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030;

- mobilità e trasporti: dare la priorità alla mobilità sostenibile a livello locale, attraverso la realizzazione di progetti di trasporto pubblico rispettosi dei territori e basati sui veri bisogni dei cittadini; assicurare che il cofinanziamento UE sia destinato ad opere che apportino un reale valore aggiunto;

- allevamento e carni rosse, ridurre impatto sul clima e sulla salute: l'obiettivo al 2020 di ridurre l'impatto sul clima del settore alimentare non sarà raggiunto; il consumo di carni rosse e di acidi grassi saturi nell'UE purtroppo continua a superare i valori nutrizionali raccomandati; occorre favorire un minor consumo di prodotti animali anche nell'ottica di diminuire notevolmente le emissioni di gas a effetto serra e di azoto;

- benessere animale: tema da mettere al centro di ogni discorso sulla sostenibilità, tema negato dai modelli di produzione e consumo prevalenti; invochiamo l'azione dell'UE per colmare il vuoto politico e legislativo sul benessere animale, come richiesto a gran voce dai cittadini;

- inquinamento acustico: l'indicatore per questo parametro non sarà raggiunto al 2020. L'inquinamento acustico causa 10 mila morti premature all'anno e ¼ della popolazione UE è esposta a livelli di rumore oltre i limiti; gli Stati membri devono affrontare il problema con urgenza;

- agricoltura e pesticidi: favorire il recupero dei terreni agricoli abbandonati o in disuso nell'ambito della PAC; promuovere la transizione agro-ecologica, minimizzando l'uso dei pesticidi dannosi per la salute e l'ambiente e realizzando misure volte a sostenere l'agricoltura biologica e biodinamica; richiesta alla Commissione e agli Stati membri di riformare il prima possibile ed in senso restrittivo le regole sull'autorizzazione dei pesticidi, prevedendo, ad esempio, obiettivi vincolanti per la loro riduzione (in linea con le richieste della ICE "STOP Glifosato").

Questo lungo e doveroso elenco era quanto ottenuto fino a 24 ore fa. Nessuna persona coerente e svincolata da conflitti d'interesse o pressioni di lobby di vario genere potrebbe prima votare un pacchetto così ambizioso per poi smontarlo qualche settimana dopo a Strasburgo. Così funziona il Parlamento europeo, grandi strette di mano a Bruxelles e numerose buone intenzioni, che poi vengono puntualmente tradite nelle sedute plenarie di Strasburgo. Questo bipolarismo fa perdere la giusta strada all'Europa e moltissimo tempo a questa generazione (e alla prossima). Tempo che dovrebbe essere impiegato a risolvere i problemi legati al clima, all'energia e ai cambiamenti climatici; e che invece viene svilito sotto grandi accordi spesso siglati "sottobanco". Vergogna.

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