Ricostruiamo con i fondi europei

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di Rosa D'Amato, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa


"In Italia ci sono 10 milioni di abitazioni che si trovano in zone ad alto rischio sismico e che vanno messe in sicurezza. Abusivismo, uso di materiali scadenti nelle costruzioni, consumo del suolo, opere pubbliche mai portate a termine: tutti questi sono i mali che vanno affrontati e curati. Subito! Ogni minuto perso è un attentato alla vita dei cittadini!

Per farlo ci vogliono risorse. I soldi ci sono e provengono da quei capitoli dei fondi europei destinati a ricostruzione e prevenzione. Negli ultimi cinque anni la Commissione europea, per esempio, ha versato 1,3 miliardi di euro nelle casse di governo, regioni e Comuni per la prevenzione dalle catastrofi naturali. Ma - come ha denunciato la stessa Commissaria Corina Crețu- non è possibile sapere come tutti quei soldi siano stati spesi. Gli enti locali targati Pd e centrodestra hanno il record europeo di sprechi, ritardi e frodi. La loro mancanza di trasparenza e velocità è pianificata: il loro obiettivo è la cosiddetta 'corsa alla spesa' dei fondi europei che porta a progetti fantoccio e interventi d'emergenza che avvantaggiano come sempre gli imprenditori amici.

Per quanto riguarda il sisma del Centro Italia, oltre ad aver elargito un anticipo di 30 milioni di euro grazie al Fondo di Solidarietà la Commissione europea aveva presentato, alla fine di novembre, una proposta per introdurre un asse prioritario separato per gli interventi di ricostruzione-anche del patrimonio culturale-finanziati dal FESR nell'ambito di un programma operativo. Avevamo chiesto che il tasso di cofinanziamento potesse equivalere al 100%, la Commissione europea aveva detto di sì nella sua proposta, ma l'opposizione di alcuni Paesi del Nord Europa (e anche di una parte dei gruppi politici cui fanno riferimento Pd, Fi e alfaniani), l'hanno annacquata. La modifica introduce comunque un elemento positivo, perché stabilisce che l'eventuale asse prioritario sarà cofinanziato sino al 95% e avrà inoltre un tetto pari al 5% dell'allocazione totale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (che per l'Italia equivale a circa un miliardo di euro eventualmente disponibili per la riprogrammazione). L'atto è entrato in vigore il 27 luglio.

A queste risorse aggiuntive, vanno aggiunti i 200 milioni di euro derivanti dall'aggiustamento tecnico del bilancio comunitario (già accordati alle 4 regioni colpite dal sisma) e il 'saldo finale' del Fondo di Solidarietà, pari a 1 miliardo e 200 milioni totali, disponibile dal mese di settembre 2017.

Pur non distinguendosi certo per celerità, gli aiuti europei sono dunque disponibili e sta adesso alle amministrazioni delle Regioni colpite e al Governo sedersi al più presto al tavolo e redigere una roadmap precisa degli interventi più urgenti per aiutare le popolazioni colpite. E invece, finora quasi nulla è stato fatto: la ricostruzione non è praticamente mai iniziata.

Per quanto riguarda Ischia, il POR Campania 2014-2020, che ha una dotazione finanziaria totale pari a più di 4 miliardi di euro, ha un asse interamente dedicato alla prevenzione e alla gestione dei rischi, pari a 277 milioni di euro. Cosa è stato fatto e come pensa di impiegare queste risorse la Regione Campania? De Luca batti un colpo!

Da Amatrice a Ischia, il filo conduttore di tutte le tragedie sismiche nel nostro Paese è sempre uno solo: il materiale scadente delle costruzioni. Un Paese con un altissimo rischio idrogeologico come il nostro non può prescindere da un'adeguata messa in sicurezza delle circa 10 milioni di abitazioni in zona sismica 1 e 2, da un fascicolo del fabbricato che dia un'indicazione della vulnerabilità della propria abitazione e da una cultura della prevenzione totalmente ignorata da tutti i governi e dalle amministrazioni territoriali dei partiti.

Invece di spot elettorali e cifre che cambiano di giorno in giorno, il Governo si impegni a mettere subito in abitazioni dignitose le migliaia di sfollati del Centro Italia e di Ischia e a presentare un piano adeguato per tutto il territorio nazionale, con un'informazione capillare alla cittadinanza". 

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