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Il fumettista olandese Ruben Oppenheimer che ha disegnato questa immagine ha colto nel segno. La frittata è fatta. Ancora una volta l'Europa dimostra tutta la sua incapacità a prendere decisioni e a reagire davanti alle emergenze. Il caso delle uova contaminate al fipronil è solo l'ultimo degli esempi.

Davanti a una emergenza che colpisce ben 15 Paesi membri e che riguarda potenzialmente milioni di cittadini, la Commissione europea convoca un vertice il 26 settembre!!! La "riunione di alto livello con i ministri e le autorità interessate dalla vicenda delle uova contaminate" si terrà solo 2 mesi e 4 giorni dopo il primo allarme scattato con il blitz delle autorità per la sicurezza alimentare di Belgio e Olanda in alcuni capannoni dell'industria agroalimentare.

I burocrati europei sono sotto l'ombrellone e non vogliono essere disturbati. Le Istituzioni europee sono troppo lontane dalle necessità reali dei suoi cittadini. Sull'alimentazione non si scherza: sulle nostre tavole sono arrivati i pericoli della mucca pazza, i polli con l'influenza aviaria e la carne brasiliana avariata. Le autorità politiche devono impedire all'industria di trasformare in veleno tutto quello che mangiamo.

In Italia 4 dei 151 campioni di uova sequestrati e analizzati sono risultati positivi al fipronil. L'Italia rischia più di altri Paesi perché il nostro Paese possiede una lunga e vasta tradizione alimentare che include le uova e i suoi derivati nella preparazione di diversi prodotti. Per fortuna la quantità di fipronil rilevata nei prodotti sequestrati è bassa e non tossica, tuttavia non bisogna abbassare la guardia.

Chiediamo che la tracciabilità sia totale per tutti i prodotti alimentari e che vi sia un forte inasprimento di pene per le aziende che commettono abusi e per quegli Stati membri che non fanno i controlli preventivi. Il dogma del mercato unico non può essere la scusa per far entrare in Italia cibo pericoloso per la salute dei cittadini. I Ministri Lorenzin e Martina devono fare trasparenza e pubblicare l'elenco dei prodotti e delle aziende coinvolte, così come ha fatto la Francia. I consumatori vanno tutelati anche con l'informazione.

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