Ecco perché Macron sta consegnando l'Europa alla Germania

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Traduzione da Bloomberg

Per alcune persone, la soluzione di tutti i problemi Europei è "più Europa". Persino, o specialmente, per quei problemi che sono stati causati dall'Europa. La crisi economica che ha avuto inizio un decennio fa ha reso palese molti difetti del modello economico europeo. La soluzione? Alcuni chiedono un bilancio dell'eurozona e un ministro delle finanze della zona euro. Il nuovo presidente francese, Emmanuel Macron, è un sostenitore di questa idea, mentre Berlino ha già espresso un sostegno condizionato. Che dire di Bruxelles? È sempre felice di accumulare più potere.

L'idea di base è semplice: la maggior parte della gente ha capito che l'unione monetaria non funziona veramente senza un'unione fiscale. La Banca centrale europea è costantemente sotto pressione per implementare politiche monetarie mirate ad aiutare i membri più deboli dell'euro e che allo stesso tempo possano supportare anche i paesi più forti, ma a oggi la valuta è uno strumento spuntato. Il pensiero "più Europa" nasce dal presupposto di un Unione europea con un budget più grande. Con più fondi l'UE potrebbe redistribuire in maniera più efficace la ricchezza prodotta nell'euro-zona per aiutare direttamente i paesi membri che sono in difficoltà (questo è ciò che accade negli Stati Uniti). Inoltre, si creerebbe un ministro delle finanze con più poteri che dovrebbe controllare i paesi membri con lo scopo di mantenere un basso livello dei debiti e disavanzi di bilancio e prevenire eventuali crisi economiche.

Secondo alcune fonti autorevoli quest'idea non ha molto senso: come afferma Martin Sandbu del Financial Times, il bilancio federale statunitense, che impegna circa il 20 per cento totale del PIL del paese, non è sufficiente per agire come stabilizzatore macroeconomico. Inoltre nessuno in Europa sta contemplando veramente la possibilità di creare un bilancio unico dell'Unione europea. Indipendentemente da ciò che si pensa del budget unico europeo, le crisi del debito nella zona euro non furono causate dai deficit e debiti degli stati membri, ma da fenomeni monetari. L'euro ha diminuito la competitività dei paesi mediterranei, riducendone la crescita e aumentandone debiti e disavanzi. Gli interessi sull'esposizione debitoria dei paesi dell'Europa meridionale sono aumentati solo quando la Germania ha messo in discussione il Fondo europeo di stabilità finanziaria. La situazione debitoria dell'euro-zona si è aggravata quando Berlino ha deciso di imporre più austerità, affossando la crescita di molti stati europei e peggiorando la situazione debitoria di alcuni stati membri.

Tuttavia, come molti continuano a sostenere, le carestie createsi durante i periodi di Stalin e Mao non furono causate dal comunismo, ma piuttosto da troppo poco comunismo. In quest'ottica, Macron chiaramente crede che i problemi dell'Europa siano causati da "troppa poca Europa". Da qui nasce il suo impulso miope di soddisfare l'obiettivo arbitrario del disavanzo europeo del 3 per cento per guadagnare "credibilità" con gli altri stati membri, come se l'importanza della Francia nell'UE fosse in discussione.

Da qui nasce anche la sua richiesta di un bilancio dell'UE e della creazione di un ministro delle finanze dell'UE. Il bilancio dell'UE avrebbe come obiettivo la stabilizzazione macroeconomica europea attraverso la ridistribuzione della ricchezza prodotta. L'idea delle obbligazioni europee, che sarebbero sostenute da tutti i paesi dell'area dell'euro per salvare i paesi più indebitati, non è nemmeno tenuta in considerazione da Berlino ed è stata esclusa a priori.

Macron vuole che le nuove regole prevedano un'armonizzazione fiscale, il che significa che i paesi dell'euro-zona dovrebbero avere simili livelli di tassazione. Questo aiuterebbe certamente la competitività francese all'interno della zona euro, ma sicuramente troverebbe grandi resistenze di paesi come l'Irlanda che usufruiscono di vantaggi dal loro basso livello di tassazione. Questo tipo di proposta dovrebbe sicuramente essere rivista e tenere conto dell'esigenze di tutti.

Cosa ne pensa la Germania, la cui posizione è essenziale ogni volta che si parla di riformare l'UE? La Germania storicamente, e soprattutto Angela Merkel, ha sempre apprezzato l'idea di più integrazione europea, ma non vuole certamente pagarla con le proprie tasche. Il ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schaeuble supporta l'idea di un bilancio dell'UE - ma con un asterisco poco noto ma di grande importanza. L'accesso dei paesi dell'UE a un fondo europeo di stabilizzazione macroeconomica sarebbe condizionato al fatto che "chi gestisce il fondo di salvataggio avrebbe più voce in capitolo sui bilanci nazionali", ha detto al giornale tedesco Bild. In poche parole, la Germania sarebbe lieta di pagare un po' di più per creare un fondo di stabilizzazione macroeconomica che le consenta di avere un controllo diretto sui bilanci di tutti i paesi dell'area dell'euro.

In altre parole, Macron e i sostenitori del concetto "più Europa" sono disposti a consegnare il controllo finanziario della zona euro alla Germania, in cambio di... probabilmente niente.

È un'offerta che la Merkel non può rifiutare.

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