Elezioni tedesche, l'obiettivo della Merkel è la BCE

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Da sinistra, Angela Merkel e Jens Weidmann (attuale governatore della Bundesbank)

Mentre la stampa italiana parla del nulla, la Germania riconferma un'indebolita Angela Merkel alla guida dei tedeschi e registra l'ascesa dell'estrema destra teutonica. Numeri che imporrebbero una riflessione alla cancelliera, che siamo certi non avverrà. Perché da qui al 2019 l'intero comparto della politica tedesca si concentrerà nel sostituire Mario Draghi alla guida della BCE con Jens Weidmann, ovvero l'attuale governatore della banca centrale tedesca Deutsche Bundesbank.

Sono avanti di decenni: qualche mese fa, infatti, con una mossa "discreta", hanno piazzato Antonio Tajani (esponente di spicco del PPE, il gruppo a trazione tedesca di Bruxelles) a presidente del parlamento europeo. Il vassallo di Silvio Berlusconi, che potrebbe addirittura candidarsi premier previo appoggio del padrone, altro non è se non un burattino che verrà scambiato per giustificare l'ennesimo tedesco alla guida dell'istituto di Francoforte.

Se Jens Weidmann, che è stato antagonista di Mario Draghi in tutti questi anni, sederà a capo della BCE, l'Europa si spezzerà definitivamente. Scomparirà per sempre la visione di un'unione di Stati membri solidale, quell'idea originale che dovrebbe animare l'assetto comunitario. Si passerà a un devastante continente a trazione tedesca.

Il cerchio si chiuderebbe con la preannunciata istituzionalizzazione della Troika e con l'adozione di un ministro delle finanze unico per l'Eurozona, mosse che toglierebbero la poco sovranità economica rimasta ai Paesi del Sud per contrastare il mostruoso, immorale e illegale export tedesco. Un piano che in Europa non viene nemmeno nascosto dai teutonici, che vedono l'appoggio del Partito Democratico e di Forza Italia a loro volta compatti nel votare qualsiasi provvedimento a Strasburgo che ricalca questa miope visione.

Per la croncaca, Jens Weidmann si è già ampiamente esposto - nonostante i media non ne parlino - criticando il Quantitative Easing di Mario Draghi e le politiche "accomodanti" adottate da Bruxelles nei confronti degli Stati con deficit avanzati. Come a dire, il caso della Grecia dovrebbe essere replicato per tutti i debitori dell'UE, senza alcuna pietà. Per Jens Weidmann l'austerità che sta distruggendo l'idea originale d'Europa non è abbastanza.

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