Il dramma delle spose bambine prende voce al Parlamento europeo

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Nel mondo vi sono oltre 15 milioni di spose bambine che ogni anno si uniscono in matrimonio con uomini adulti, molto più grandi di loro. E altrettante ragazze diventano madri tra i 15 e i 19 anni, mentre 1 milione di bambine partoriscono ancora più giovani, e circa 3 milioni di ragazze sotto i 20 anni abortiscono illegalmente, rischiando gravi conseguenze per la salute. Secondo i dati di Onu, Save the Children e Terre des Hommes ogni anno addirittura 70.000 muoiono per parto.

Siamo impegnati a tutti i livelli per debellare questo assurdo problema, che affligge soprattutto paesi come India, Somalia, Bangladesh, Niger, Repubblica Centrafricana, Mali, Sud Sudan, Guinea e Malawi. Ora è arrivato anche il turno dell'Europa, non possiamo più voltarci dall'altra parte e fare finta di nulla. La mozione di risoluzione del Parlamento europeo è un primo passo fatto su nostra iniziativa, ma l'UE dovrebbe fare molto di più.

Occorre intervenire all'origine del problema che spesso affonda le proprie radici nell'ignoranza, in aspetti culturali, in tradizioni consolidate, nella povertà, in una relativizzazione dei valori. Anche l'analfabetismo gioca un ruolo di primo piano. È necessario migliorare l'istruzione e l'emancipazione delle ragazze fin dai primi anni di vita e migliorare la percezione del fenomeno nella società, aumentando la consapevolezza e l'informazione sulle procedure migliori per combattere il fenomeno.

Serve anche implementare un maggiore monitoraggio soprattutto per quel che riguarda il traffico instaurato da e verso l'Europa e Paesi terzi, ma anche all'interno della stessa Unione Europea, implementando misure legislative per punire i colpevoli in modo adeguato e concertato tra gli Stati membri. La Commissione e i Paesi dovrebbero, inoltre, raccogliere dati specifici per avere un quadro più chiaro del fenomeno. Per questo è necessaria la cooperazione, anche e soprattutto con i Paesi terzi, arrivando a prevedere clausole per combattere il fenomeno negli accordi di varia natura che si instaurano tra Stati.

La protezione è importante, specialmente per tutte le vittime di matrimoni forzati. Bisogna far sì che il matrimonio precoce venga considerato a tutti gli effetti e inequivocabilmente una forma di crimine e una chiara violazione dei diritti umani fondamentali. Così come fatto dalla Svezia nel 2014, con pene adeguate e dissuasive e prevedendo una età minima per i matrimoni.

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