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I cittadini propongono, i parlamentari europei approvano. Con 502 voti a favore il Parlamento europeo ha approvato la proposta di risoluzione di Laura Ferrara, scritta ed emendata su Rousseau, sull'applicazione della direttiva sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale (direttiva sulla responsabilità ambientale). È un voto importante perché suggerisce la creazione di un fondo per la protezione ambientale e inserisce l'inquinamento dell'aria fra i danni ambientali. Questo risultato lo dedichiamo ai giovani che hanno il diritto di vivere in un mondo sano!

VIDEO. Ecco l'intervento in aula della relatrice Laura Ferrara




di Laura Ferrara, Efdd - MoVimento 5 Stelle

"Come cittadina portavoce del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo sono particolarmente fiera di potere presentare questa "ambiziosa", ma realistica, relazione sull'applicazione della direttiva sulla responsabilità ambientale.

C'è infatti un legame molto stretto e molto sentito tra il frutto di questo lavoro e le ragioni per le quali io, insieme a milioni di altri cittadini italiani, ci stiamo impegnando politicamente per cambiare le cose che secondo noi non vanno bene, sia in Italia sia in Europa.

Una di queste ragioni, simbolicamente rappresentata da una delle cinque stelle del nostro Movimento, è proprio la tutela ed il rispetto dell'ambiente in ogni sua forma, come bene unico e fondamentale per la vita. Anche per le generazioni future. Mi fa molto piacere, quindi, che questo impegno sia stato condiviso dai colleghi degli altri gruppi politici, che ringrazio per avere contribuito a rendere la proposta che rivolgiamo alla Commissione europea ancora più ambiziosa ed avanzata.

La prima considerazione che occorre fare, in materia di responsabilità ambientale, è che l'implementazione della direttiva, avvenuta in maniera disomogenea e superficiale, non ha raggiunto i risultati sperati. Sono necessari maggiori sforzi per rendere possibile una standardizzazione delle regole sulla responsabilità ambientale nell'Unione Europea. In tal senso occorre fornire una interpretazione univoca del concetto di "soglia di rilevanza significativa" del danno ambientale, ed introdurre procedure amministrative standard di notifica delle minacce di danno ambientale.

Ma soprattutto chiediamo che la direttiva venga aggiornata prima possibile, ampliando la nozione di danno ambientale e la sua portata applicativa, in particolare con riferimento ai criteri di determinazione degli effetti negativi sulle specie e gli habitat protetti, ai rischi di danno alle acque e al terreno, ma anche alla salute umana e all'aria.

Tale nozione andrebbe aggiornata, al fine di renderla sufficientemente efficace e coerente e per tenere il passo con la rapida evoluzione degli agenti inquinanti prodotti dall'attività industriali. Siamo convinti che i costi di riparazione del danno ambientale a carico degli operatori possano essere ridotti attraverso l'utilizzo di strumenti finanziari obbligatori, come assicurazioni o garanzie analoghe, di cui chiediamo l'introduzione.

Sarebbe altresì opportuno istituire un fondo europeo per la protezione dell'ambiente dai danni causati dall'attività industriale disciplinata dalla direttiva, per fare fronte ai rischi di insolvenza e solo nei casi in cui i mercati delle garanzie finanziarie dovessero fallire. Questo fondo servirebbe anche nei casi di catastrofi ambientali causate da fattori industriali, quando non è possibile individuare l'operatore responsabile del danno. Per altro verso è necessario agire sul fronte della prevenzione con azioni di informazione, sensibilizzazione e responsabilizzazione basate sul principio "chi inquina paga".

In quest'ottica si chiede di valutare l'introduzione di un regime di responsabilità civile per i danni causati alla salute umana e all'ambiente. Nella stessa direzione va la proposta di istituire un registro per gli operatori che svolgono attività pericolose e un sistema di monitoraggio finanziario per assicurare che gli operatori siano solvibili.

Particolarmente efficace, poi, sarebbe la previsione di sgravi fiscali o altre forme di premialità per le aziende che si impegnano con successo nella prevenzione dei danni ambientali. Riteniamo altresì che i cittadini debbano svolgere un ruolo non secondario nel sistema della responsabilità ambientale. Pertanto, occorre fornire loro adeguati strumenti di denuncia sia per sollecitare l'intervento delle autorità competenti sia introducendo meccanismi di risarcimento collettivo per violazioni del diritto ambientale dell'Unione.

Ed ancora, chiediamo l'adozione di un regime di responsabilità secondaria obbligatoria che estenda la responsabilità a chi acquista un'azienda che causa il danno. Tutto questo, e altro ancora, come per esempio la proposta di istituire apposite autorità indipendenti con poteri di gestione, di controllo e sanzionatori, è contenuto nella proposta di risoluzione che, forte del quasi unanime sostegno ottenuto in commissione giuridica, vi chiedo di approvare".

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