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La Commissione Europea ha rilasciato dichiarazioni scioccanti circa la qualità dell'aria nel Nord Italia e, in particolare, della risposta italiana alla seconda procedura d'infrazione che porterà il Bel Paese di fronte alla Corte di Giustizia UE. L'imbarazzante ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti, infatti, avrebbe risposto all'esecutivo comunitario procrastinando la "messa in sicurezza" delle emissioni al 2025. Una data inaccettabile, specialmente perché l'inquinamento atmosferico è stato responsabile, nel solo 2014, di 428 mila morti premature in 41 paesi europei, di cui circa 400 mila nell'UE a 28. Nello stesso anno il diossido di azoto ha ucciso 78 mila persone e l'ozono a livello del suolo oltre 14 mila. Questi sono i dati del Rapporto sulla qualità dell'aria 2017 dell'agenzia europea per l'ambiente, che si basa su rilevamenti di 2.500 stazioni di monitoraggio in tutta Europa, incrociati con dati demografici e sull'effetto sulla salute dell'esposizione a determinati inquinanti. La pianura padana si è confermata come una delle aree più problematiche d'Europa, con valori oltre i limiti per periodi prolungati e per tutti le sostanze prese in considerazione.

L'attacco della Commissione europea al Governo italiano in commissione petizioni (dove si discuteva la petizione dei Comitati NO Tangenziale del Parco del Ticino e del Parco Agricolo Sud Milano - la superstrada "Vigevano-Malpensa" -, il progetto della Cispadana e in generale tutti i progetti fallimentari degli ultimi anni come la BreBeMi e la Pedemontana) è quantomeno sorprendente perché rivela l'incredibile menefreghismo del Governo nei confronti di migliaia di morti premature ogni anno.

Di seguito le parole del funzionario dell'esecutivo europeo: "Bisogna riconsiderare questo progetto, insieme a tanti altri progetti viabilistici e infrastrutturali che vanno avanti in Lombardia e Veneto; perché siamo davanti a una violazione flagrante delle norme UE sulla qualità dell'aria; c'è già stata una prima procedura di infrazione per i superamenti delle polveri sottili (PM10) negli anni 2006/2007; vi è una seconda procedura di infrazione attualmente in corso, che copre il periodo dal 2008 in poi".

"Questa seconda procedura d'infrazione mette l'Italia davanti alle sue responsabilità, che sono legate al consumo dissennato del territorio, dove i pochi polmoni verdi che rimangono sono sacrificati sull'altare di una concezione vecchia dei trasporti. Sono le colate di cemento, non il singolo progetto, da contrastare a livello europeo. Bisogna contrastare questa molteplicità di progetti che non ha ragion d'essere nel momento in cui non rispondono ai bisogni dei territori. Questo problema può trovare una soluzione nell'ambito della procedura d'infrazione sulla qualità dell'aria, che probabilmente ci porterà davanti alla Corte di Giustizia".

Rispetto a Lombardia e Veneto, il funzionario della Commissione europea prosegue dicendo: "Queste regioni non possono presentare le scuse che Bulgaria e Polonia hanno tentato di usare davanti alla Corte di giustizia per giustificarsi della scarsa qualità dell'aria; Lombardia e Veneto sono regioni sviluppate che possono e devono risolvere questo problema. Non è accettabile che Lombardia e Veneto prevedano di rispettare la normativa UE sul PM10 solo a partire dal 2025. Si tratta di regole in vigore da più di 10 anni. Per questo la risposta italiana al parere motivato (ovvero all'ultimo step dell'infrazione in corso prima di andare davanti alla Corte) in cui sono riportate le previsioni di Lombardia e Veneto è per lo meno imbarazzante".

Eleonora Evi, EFDD - M5S Europa: "È imperativo dire addio a un modello di sviluppo che incentiva il traffico privato su gomma e che si fonda su opere anacronistiche, calate dall'alto e irrispettose delle peculiarità dei territori, in questo caso il Sud Ovest Milanese, un'area di pregio con una forte vocazione agricola che si assesta tra due parchi, dove la transizione al biologico è una realtà che sta facendo la sua parte per ridare slancio all'economia. È allucinante pensare di risolvere il problema della qualità dell'aria in Lombardia dando il via libera a opere come la Vigevano-Malpensa, preludio della Tangenziale Ovest Esterna di Milano. Trovo imbarazzante, inoltre, che la Regione preveda di rientrare nei limiti di legge sugli inquinanti atmosferici solo nel 2025, come riportato dai funzionari della Commissione europea. Stiamo parlando di limiti giuridicamente vincolanti che stiamo violando in maniera sistematica da ormai 12 anni, a discapito della salute delle persone".

Marco Valli, EFDD - M5S Europa: "Quanto riferito dalla Commissione UE è la prova lampante dell'assoluta mancanza di credibilità delle politiche nazionali e regionali per la tutela dell'aria, sconfessate irrimediabilmente dalle scelte che il Pirellone compie su mobilità e infrastrutture senza imparare dagli errori già compiuti".

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