Pesca: persi in Sicilia 5.000 posti di lavoro

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di Rosa D'Amato
, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa


"In Sicilia Il sistema pesca, anziché creare lavoro e sviluppo, è in crisi per tre ragioni:

1) eccessivi costi energetici (il cosiddetto "caro gasolio") che in molti casi supera il 60% dei costi di gestione; rarefazione delle aree di pesca tradizionali.

2) forti limitazioni derivanti dalle regolamentazioni comunitarie.

3) competizione fortissima delle flotte dei Paesi extraeuropei che lavorano negli stessi areali di pesca a costi (lavoro/carburante/gestione armamento) decisamente più bassi, vendendo dunque il pescato negli stessi mercati a prezzi decisamente più competitivi.

Il risultato è che il comparto pesca siciliano ha perso negli ultimi anni oltre 5.000 posti di lavoro. Ma tra le tante scelte errate, una appare macroscopica: la riduzione dello sforzo di pesca attraverso la leva di un unico strumento, cioè la demolizione dei natanti. Si è provveduto a rottamare mezzi ma la cosa più grave e odiosa è che sono stati "rottamati" gli uomini: i pescatori. Per ogni peschereccio demolito non è solo l'intera filiera della pesca che perde posti di lavoro, per ogni demolizione chiudono conseguentemente 4 attività commerciali/artigianali/di servizi del territorio. Tutto ciò per venire incontro all'incombenza europea della riduzione delle catture.

Una situazione emblematica è quella che vive la marineria mazarese: negli ultimi dieci anni sono scomparsi 100 pescherecci dei circa 200, negli anni '70-'80 erano addirittura 320. Continua a diminuire il numero di pescherecci e continuano le richieste di demolizione dei natanti d'altura da parte di armatori che decidono di smettere l'attività e di usufruire grazie ad un decreto nazionale, del risarcimento messo a disposizione dai fondi europei. I dati dicono che nel 2015 sono state presentate 121 domande di demolizione che attualmente attendono risposta da parte del Ministero e solo 11 battelli sono stati ricostruiti. Solamente negli ultimi due anni ne sono stati demoliti 32 e non è stato costruito nessun nuovo peschereccio. Purtroppo si demolisce non per volontà ma perché l'armatore non riesce più ad andare avanti.

La verità è che il settore produttivo della pesca siciliana è molto complesso e controllato dalla politica e dalla "tortuosa" burocrazia regionale. Ma la "rivoluzione crocettiana" non consisteva nel liberarsi dei fantasmi, pirati e dinosauri del sistema?"

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