tabacco-m5s-pedicini-movimento-grillo.jpg

di Piernicola Pedicini, EFDD - M5S Europa

La commissione ambiente del Parlamento europeo ha votato negativamente le nostre obiezioni proposte contro gli atti di implementazione per la tracciabilità e la sicurezza dei prodotti del tabacco. I provvedimenti della Commissione Europea sicuramente non garantiscono una piena indipendenza dall'industria del tabacco per le imprese che saranno scelte ad implementare il sistema di tracciabilità. Controllore e controllato coincideranno in questo folle gioco a vantaggio delle multinazionali e a scapito dei cittadini.

Devo constatare l'ennesimo trattamento da zerbino riservato al Parlamento europeo: all'esecutivo europeo sono serviti ben tre anni per produrre delle proposte imperfette che il Parlamento ha avuto solo poche settimane per valutare. La Commissione ha usato l'argomento "scadenza dei termini" adducendo la necessità di adottare questi atti entro il 5 dicembre prossimo.

Persino le ONG che lottano contro il fumo e il contrabbando del tabacco in favore della salute pubblica, pur avendo messo bene in evidenza le carenze dei documenti, hanno preferito cedere di fronte alle pesanti pressioni della Commissione per ragioni che mi riservo di verificare appropriatamente, in particolare sul fronte dei finanziamenti europei che la stessa commissione eroga in materia di politiche di prevenzione. In tal modo il Parlamento ha rinunciato una volta ancora al diritto/dovere di controllo democratico sugli atti dell'esecutivo.

Le nostre richieste pretendevano principalmente il rafforzamento dei criteri stabiliti per verificare l'indipendenza finanziaria dall'industria del tabacco dalle entità preposte allo sviluppo e all'implementazione del sistema di tracciabilità. Controllore e controllato, come detto, non devono e non possono coincidere. Per poter essere considerate indipendenti, l'impresa o il gruppo di imprese in questione dovevano dimostrare che lo 0% del loro fatturato annuo provenisse da beni e servizi forniti nel settore del tabacco prima dell'assunzione delle loro funzioni rispetto al sistema di tracciabilità. E che solo il 10% del loro fatturato annuo provenisse da beni e servizi forniti nel settore dopo l´assunzione delle funzioni. Percentuali ben più basse di quelle predisposte dalla Commissione: 10% prima e 20% dopo.

L'assenza di conflitti d'interesse per le figure apicali dell'impresa o il gruppo di imprese doveva essere valutata nei dieci anni precedenti all'assunzione delle funzioni e non nei cinque proposti. Anche i dipendenti e i tecnici di questa impresa o gruppo di imprese dovevano dichiarare la loro assenza di conflitti di interessi. Le medesime regole ferree dovevano essere applicate anche alla valutazione dell'indipendenza delle imprese subappaltanti. L´indipendenza delle imprese pubbliche non doveva essere "presunta" ma valutata con gli stessi criteri di valutazione applicati alle private. Infine, I requisiti d'indipendenza dovevano essere monitorati periodicamente almeno ogni tre anni.

Proposte di buon senso che sono state bocciate senza troppi scrupoli. Il 5 dicembre gli Stati membri si dovranno riunire in sede di comitato per prendere la decisione finale. Vista la volontà del Governo di cui vi abbiamo già parlato qui, non nutriamo grandi speranze sulla posizione italiana. Ancora una volta la tutela della salute pubblica, la lotta alle frodi e la trasparenza potrebbero essere sacrificate sull'altare delle multinazionali.

Guarda anche ...


Ultimi video

Titolo