Dopo decenni la BCE ammette il rischio derivati. E la Germania trema

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Derivati e titoli tossici rappresentano oggi la più grande minaccia alla stabilità finanziaria. Eppure la vigilanza europea, ossessionata dal rischio di credito, ha sinora preferito ignorare l'impatto di questi strumenti rischiosi e opachi nei bilanci delle banche. Si tratta di una inaccettabile disparità di trattamento tra rischi bancari che provoca una enorme distorsione della concorrenza, penalizzando le banche italiane focalizzate sulle attività tradizionali di finanziamento di famiglie e PMI. Premiando al contempo le grandi banche d'affari del Nord Europa.

Dopo le nostre continue denunce la situazione cambierà. Ad ammetterlo è lo stesso Mario Draghi, che si accoda così a quanto riferitoci dall'EBA lo scorso luglio. La "rivelazione" è avvenuta ieri all'interno del consueto dialogo monetario del Parlamento europeo, dove con una risposta al portavoce Marco Valli, il presidente della BCE ha concordato sulla necessità di monitorare costantemente i rischi posti dagli asset "Level 2" e "Level 3". Spiegando che l'attenzione della vigilanza d'ora in poi si concentrerà sui modelli interni, processi di controllo e politiche adottate dalle banche.

Indirettamente Mario Draghi ha anche ammesso dunque che la questione derivati non è stata tra le priorità della vigilanza per il 2016/2017, come per gli anni precedenti. Oggi la musica sembra cambiare soprattutto in caso di rischi materiali per banche specifiche. Ci auguriamo anche che il presidente dell'SSM Danièle Nouy la pensi allo stesso modo.

In generale è una buona notizia (che si compensa con il congelamento dei conti correnti di cui vi abbiamo parlato qui), anche se staremo a vedere in che modo: per ora sembrerebbe che la nuova metodologia sarà sviluppata in consultazione con le banche stesse. In totale, secondo dati Bankitalia, gli asset "Level 2" e "Level 3" ammontano a ben dodici volte l'ammontare dei crediti deteriorati netti.

Incredibile pensare che sia mai stato fatto alcuno screening, alcuna analisi quantitativa o stress test che tenga conto dei rischi relativi a questi strumenti. Per le istituzioni preposte a valutare la solidità delle banche europee (e decidere quali devono essere liquidate o "bailinate") semplicemente il problema non è mai esistito.

Ecco il video del dialogo monetario con le ammissioni di Mario Draghi:

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