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di Eleonora Evi, EFDD - M5S Europa

La telenovela sul glifosato arriva all'atto finale. Dopo la presentazione della ICE al Parlamento europeo dinanzi ad un'imbarazzata Commissione, i comitati d'appello (che contengono i rappresentanti degli Stati membri dell'UE) dovranno incontrarsi lunedì 27 novembre per l'ultima volta e decidere - con maggioranza qualificata - se concedere o meno l'orribile rinnovo per altri 5 anni dell'uso di questo pesticida probabilmente cancerogeno.

Se non dovessero raggiungere la cosiddetta maggioranza qualificata (vedi qui cosa è), la Commissione sarebbe finalmente libera di fare ciò che più desidera. È la stessa follia che ogni volta si ripete per ogni autorizzazione, ad esempio, di un nuovo OGM: per gli addetti ai lavori è chiamata "procedura di comitatologia". Una stortura normativa che abbiamo tentato di cambiare con tutte le nostre forze da quando abbiamo messo piede nelle istituzioni europee. Ma che non ci hanno ancora permesso di fare.

Le conseguenze sono queste, le stesse che denunciamo da ormai 3 anni. Non possiamo più permettere che l'esecutivo europeo calpesti la volontà di milioni di cittadini per solo fini affaristici. Chi lunedì vorrà nascondersi e delegare decisioni e responsabilità politiche sarà colpevole di un crimine contro l'Europa.

- Appronfondisci qui: cosa è successo nell'ultima plenaria di Strasburgo

L'intervento di Piernicola Pedicini in occasione della presentazione della ICE "Stop Glifosato":

"Oggi è una giornata importante perché i rappresentanti dei cittadini si trovano qui al Parlamento europeo. Di fronte ad altri rappresentanti dei cittadini, quelli che hanno proposto questa importante iniziativa che tutti si affrettano ad applaudire. E per questo io davanti a loro mi rivolgo ai miei colleghi parlamentari partendo dall'inizio, cioè ai pareri delle istituzioni che sono state citate: lo IARC per cui il glifosato è probabilmente cancerogeno, e quello delle agenzie EFSA ed ECHA per le quali il glifosato probabilmente non è concerogeno.

Quindi l'opzione sicuramente non è cancerogeno non è stata mai messa sul tavolo delle trattative, partiamo da questo. Eppure davanti a questa palese mancanza di evidenza scientifica la Commissione europea ha presentato una proposta di rinnovo dell'autorizzazione di 10 anni. Il Parlamento europeo giustamente di è opposto, ma tutti sapevano che il valore della nostra obiezione sarebbe stato solamente simbolico. Un valore politico.

Eppure i parlamentari si sono incastrati in una negoziazione dalla quale sperare di trarre il miglior compromesso possibile. Il punto è: quale sarebbe il miglior compromesso possibile, davanti a una sostanza che probabilmente è cancerogena?

Sette anni sono meglio di dieci?
Cinque anni sono meglio di sette?

I cittadini credono che l'UE dovrebbe essere quel luogo dove una sostanza è vietata fino a quando non è dimostrato che sicuramente non è cancerogena. Per questo motivo noi abbiamo proposto un emendamento con il divieto totale e immediato dell'uso del glifosato in Unione Europea. E voglio dire ai promotori di questa iniziativa, che questo nostro emendamento è stato bocciato dalla maggior parte dei vostri rappresentanti qui in Parlamento.

E il risultato qual è stato? Nella terza proposta della Commissione non si parla affatto del divieto del glifosato fra 5 anni, come votato in Parlamento. Ma si parla di rinnovo per altri 5 anni. Allora una cosa è certa, qui qualcuno ha tenuto la schiena dritta, mentre molti altri si meritano questa lezione di rappresentanza da parte dei cittadini".

Gli interventi di Eleonora Evi e Marco Zullo:

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