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"In Italia 2,4 milioni di lavoratori hanno un contratto a tempo determinato. Sono troppi! L'Italia non rispetta le direttive europee che obbligano gli Stati membri a non discriminare tra i lavoratori a tempo determinato operanti del settore pubblico e quelli nel privato e ha di fatto consegnato le vite dei cittadini nel precariato perenne calpestando sistematicamente i diritti dei lavoratori", così commenta Eleonora Evi, eurodeputato M5S, l'audizione pubblica che si è tenuta al Parlamento europeo sulle petizioni dei precari italiani.

"Abbiamo fortemente voluto e ottenuto questa audizione. Ascoltare i cittadini è nel dna del Movimento 5 Stelle. Nel pubblico, come nel privato, la situazione è allarmante. I tribunali italiani ed europei hanno da tempo sollevato la questione, nell'immobilismo totale della Commissione Europea che continua a temporeggiare sull'assunzione di provvedimenti sanzionatori contro l'Italia e a tutela dei diritti dei lavoratori. Buona Scuola, Jobs Act e Riforma Madia sono i fallimentari provvedimenti proposti dall'Italia per risolvere la situazione" aggiunge Eleonora Evi.

Negli ultimi tre anni gli occupati precari sono cresciuti dell'8,5% a causa dei danni causati dal Jobs Act di Renzi che viola apertamente le normative europee sui contratti di lavoro. L'assenza di una tutela forte e dotata di efficacia deterrente avverso i licenziamenti illegittimi nei contratti a tutele crescenti incide direttamente sui diritti fondamentali della persona, assumendo profili discriminatori potenzialmente in contrasto con il diritto UE e con la giurisprudenza della Corte di Giustizia. Abbiamo presentato una interrogazione alla Commissione europea che non può mettere la testa sotto la sabbia. Siamo vicini a questi cittadini che difendono i loro diritti", conclude Evi.

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