paradise-papers-m5s-malta-juncker-movimento-grillo-valli.jpg


"L'assenza di Juncker durante il dibattito sui Paradise Papers al Parlamento europeo vale più di mille parole. Questo signore ha governato per 20 anni il Gran Ducato supportando condotte fiscali elusive immorali, ha guidato poi l'Eurogruppo nel periodo di crisi chiedendo sacrifici e riforme impopolari a Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, prima di essere confermato Presidente della Commissione dal Parlamento europeo con i voti italiani di PD e Forza Italia, i nuovi alleati di Matteo Salvini. L'istituzione che rappresenta oggi ha compilato una lista nera incompleta di 41 Paesi evasori, "casualmente" omettendo i paradisi fiscali nell'Eurozona, ovvero membri fondanti dell'UE come Lussemburgo, Olanda.

La Commissione e l'Eurogruppo continuano a chiedere dure riforme impopolari ai paesi periferici come l'Italia, colpiti dagli squilibri competitivi commerciali e fiscali, mentre per i paesi che incentivano l'elusione fiscale o che accumulano surplus commerciali eccessivi, non c'è particolare fretta e poca volontà politica. Questo sistema marcio e ingiusto colpisce duramente i cittadini, i contribuenti onesti che pagano le tasse, le piccole e medie imprese nazionali schiacciate dalla concorrenza sleale delle multinazionali, e sottrae ai governi risorse pubbliche essenziali per finanziare i servizi pubblici e le politiche sociali, già compromesse dalle durissime politiche di austerità imposte in questi anni. I Ministri delle Finanze dell'Unione europea hanno aggiunto questo punto all'ordine del giorno della prossima riunione Ecofin, ogni volta la solita pantomima per poi non reagire concretamente. Per essere minimamente credibili dovrebbero chiedere al Lussemburgo o Olanda di fare le riforme e inserire i paesi UE che non collaborano nella blacklist", così dichiara in una nota Marco Valli, eurodeputato M5S.

Guarda anche ...


Ultimi video

Titolo