Meno burocrazia per gli agricoltori: approvati gli emendamenti Efdd

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di Marco Zullo, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa

"Buone notizie per gli agricoltori italiani. Sono molto orgoglioso che il gruppo Efdd, del quale il MoVimento 5 Stelle fa parte, abbia contribuito all'approvazione del regolamento omnibus che sarà operativo a partire dal 1 gennaio 2018. Questa accelerazione dimostra che, quando c'è la volontà politica, si possono davvero semplificare quegli "oneri burocratici" di cui ci lamentiamo spesso, venendo incontro alle necessità dei cittadini europei. Spero che questo approccio diventi sempre più frequente.

Il regolamento Omnibus è, nei fatti, una piccola riforma in corso d'opera della PAC. Andiamo a limare, correggere, aggiustare, quelle regole che, in questi anni, hanno dimostrato di essere lacunose, o troppo complesse, o non efficienti, per poter avvicinarci di più alla realizzazione degli obiettivi della politica comune: sostegno agli agricoltori, miglioramento del sistema di produzione agroalimentare, tutela dell'ambiente.

Penso che sia una prova di "intelligenza" da parte delle Istituzioni: riuscire a comprendere quando un quadro normativo della cui bontà, almeno sulla carta, si era convinti, non sta funzionando a dovere, ed avere l'accortezza di modificarlo dopo aver ascoltato le critiche e i suggerimenti di chi, in questo caso gli agricoltori europei, è chiamato ad applicarlo e a viverlo quotidianamente nella propria esperienza professionale.

In vista della procedura di approvazione della nuova PAC, la cui proposta la Commissione europea ci dice sarà pronta per la metà del prossimo anno, penso che dovremmo trarre un grande insegnamento da questa esperienza: le Istituzioni hanno bisogno di ascoltare di più i cittadini e chi opera nel settore specifico. Una guida tecnica, una visione politica, sono certamente necessarie, ma non commettiamo l'errore di trascurare le richieste che arrivano dai territori.

Il Parlamento in occasione di questo regolamento l'ha fatto, correggendo a mio avviso una proposta originaria della Commissione che a onor del vero conteneva anche alcuni passaggi "inopportuni", come l'abbandono della definizione di "agricoltore attivo", e che siamo riusciti a scongiurare. Questo stesso spirito deve essere mantenuto nelle discussioni sulla prossima PAC: abbiamo già visto che le decisioni semplicemente calate dall'alto non funzionano".


Ecco le principali novità per gli agricoltori approvati con il regolamento Omnibus

1) viene infatti estesa la platea dei beneficiari degli aiuti ai giovani tenendo conto che anche loro che già sono insediati in azienda e non hanno mai ricevuto il premio per il primo insediamento non possono e non devono essere esclusi, portando al 25% in più i titoli per gli under 40 insediatisi dal 2010, con la possibilità di aumentarne il valore da parte degli Stati membri.

2) grazie ai nostri emendamenti, il Parlamento europeo ha rigettato la proposta di eliminare la figura dell'agricoltore attivo ribadendo la necessità della certezza dei beneficiari. Grazie a noi si difende il principio per il quale possono essere beneficiari degli aiuti esclusivamente chi coltiva la terra e non chi si accaparra appezzamenti a scopi speculativi. A nostro avviso infatti la trasparenza e la corretta destinazione delle risorse è alla base di un patto tra agricoltori e cittadini sostenibile nel tempo.

3) la parola chiave è "semplificazione" soprattutto in merito all'applicazione delle misure del "greening": per esempio si semplificano gli oneri per i coltivatori di riso, riconoscendo al contempo l'importanza della coltura; mentre l'obbligo viene di fatto cancellato per tutti gli agricoltori che coltivano oltre il 75% della superficie a leguminose e foraggere o che lo lasciano a riposo indipendentemente dalla grandezza dell'azienda.

4) le organizzazioni di produttori e Associazioni di OP potranno al proprio interno derogare alle regole sulla concorrenza che riguardano la produzione, la vendita e la trasformazione dei prodotti agricoli, affinché vi sia maggiore autonomia di gestione.

5) le assicurazioni contro le avversità atmosferiche saranno più accessibili: la soglia di perdita del raccolto per l'attivazione dell'indennizzo è stata abbassata al 20%, si possono usare indici per il calcolo (non c'è più bisogno di misurare le perdite effettive) ed è stato innalzato da 65% a 70% il contributo pubblico per stipulare la polizza. Si punta dunque ad incentivare uno strumento che dovrebbe garantire il reddito degli agricoltori in caso di calamità naturali che mettono a repentaglio il raccolto.

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