L'uomo spread che vuole il 3%. Povera Italia

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Lo spaventoso quadretto che incornicia Silvio Berlusconi, Jean-Claude Juncker e Antonio Tajani in quel di Bruxelles fa paura all'Italia. Sono la rappresentazione della folle direzione che il Bel Paese prenderebbe con un altro governo di centro-destra: un evasore fiscale condannato e incandidabile, un elusore fiscale internazionale che non ha ancora fornito alcuna spiegazione sugli scandali che l'hanno coinvolto (da LuxLeaks in poi) e un presidente del Parlamento europeo filo-tedesco, rappresentazione di quel gruppo - il PPE - che al Parlamento europeo ha fatto sempre e solo gli interessi della Germania (dallo scandalo Dieselgate in giù).

Due italiani e un lussemburghese uniti dal vincolo del 3%, un'arma per impoverire i Paesi del Sud Europa già strangolati da decenni di crisi economica aggravata da vincoli europei insostenibili. Silvio Berlusconi, l'uomo spread che tanto si è affannato in passato per dire che l'Europa aveva ordito un complotto contro il suo Governo, ha voluto ben ribadirlo ancora una volta: i vincoli che strangolano l'economia non si toccano e con l'Europa serve dialogare. Come queste due affermazioni possano coesistere resta un mistero, il dialogo con Bruxelles dovrebbe infatti essere volto a impegni reciproci di convivenza e valorizzazione - nel nostro caso - dell'Italia. È nella logica elementare che il rispetto assoluto di assurdi dogmi (come quello sul 3%) non possa essere la partenza di una trattativa, specialmente se nel programma elettorale si promettono miliardi di Euro a pioggia nelle tasche degli italiani.

È poi paradossale il ruolo della Lega (non più Nord), alleata con Forza Italia e Fratelli d'Italia, seduta agli antipodi sugli scranni di Strasburgo. Gli stessi falchi tedeschi del PPE a cui la Lega è affiliata oggi per vie traverse (leggasi alleanza con Berlusconi) dicono di non condividere il senso del partito di Matteo Salvini. È il corto circuito di persone che hanno fatto un patto solo ed esclusivamente per dividersi poltrone e potere all'interno del Parlamento italiano. Ed è facile immaginare chi farà le spese di questa smania autoreferenziale di conquista: i cittadini italiani. Saremo noi a pagare le conseguenze di manovre e manovrine di partiti politici sul viale del tramonto, che tentano di accaparrarsi gli ultimi posti disponibili con l'insopportabile arma della retorica. Il 3% è solo un esempio, ma potremmo parlare della vuota narrazione sull'immigrazione, costruita ad arte per anni con solo intento di racimolare voti dalla pancia degli italiani. Spaventati e preoccupati, quello sì, da decenni di malapolitica e da una mancanza totale di coordinamento nazionale e peso politico a livello internazionale.

Non dimentichiamo poi un dettaglio, cessato il teatro delle elezioni nazionali arriveranno quelle europee. Se tanto ci da tanto, come si suol dire, potremo assistere alla più incredibile rappresentazione politica del dopoguerra, con Forza Italia e Lega unite che si faranno campagna elettorale contro. Questa alleanza di centro-destra e ciò che ne consegue manifesta in maniera emblematica a cosa si è ridotta la politica italiana oggi, ovvero una spartizione di potere tra personaggi a cui manca talento, intelligenza, cultura e, soprattutto, amore per il proprio Paese. Se l'uomo spread che reclama il 3% è ancora un soggetto politico con cui confrontarsi, possiamo dirlo: povera Italia.

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